Tra rap, metateatro e memorie
Uno spettacolo del laboratorio Presidio Culturale Permanente negli Istituti Penali per Minorenni di Airola e Nisida
Un progetto di CCO – CRISI COME OPPORTUNITÀ ETS
Si ringraziano le Direzioni degli Istituti Penali Per Minorenni di Airola (BN) e Nisida (NA), il Comandante, il Personale di Polizia Penitenziaria e tutti gli educatori ed educatrici degli IPM
I formatori del laboratorio di musica RAP nell’IPM di Airola (BN) Luca Caiazzo in arte Lucariello, Enzo Muso in arte Oyoshe, Gianmarco Cioffi in arte Shada San
I formatori del laboratorio di RAP e Classica napoletana nell’IPM di Napoli (NA) Luca Caiazzo in arte Lucariello, Federico di Napoli
I formatori del laboratorio teatrale nell’IPM di Airola (BN) Pino Beato, Raffaele Genovese, Fabrizio Nardi, Emanuele Sacchetti
Produzione CCO – CRISI COME OPPORTUNITÀ ETS
Cortile delle Carrozze, Palazzo Reale di Napoli
25 giugno, ore 21:00
Durata 1 ora e 30 minuti
Debutto assoluto
In una sala vuota dell’Istituto Penitenziario Minorile di Airola, un gruppo di ragazzi e operatori costruisce davanti al pubblico uno studio di registrazione ed una sala prove. Da questo spazio provvisorio nasce un concerto teatrale che alterna rap dal vivo, metateatro e frammenti di prove.
Lo spettacolo attraversa gli anni di lavoro dell’associazione CCO – Crisi Come Opportunità e del suo progetto Presidio Culturale Permanente: i primi incontri con il rap, le prime canzoni, la rabbia trasformata in parola attraverso Borges, Amleto e le tragedie greche.
Alle scene e ai brani si alternano momenti di confronto, in cui operatori e ragazzi interrompono la rappresentazione per discutere ciò che è appena accaduto: la colpa, la responsabilità, il dolore delle vittime e il senso dell’arte in carcere.
La festa scenica si incrina. La morte fuori dal carcere di un ragazzo passato dal laboratorio, la violenza che continua a colpire la città, il dolore delle vittime e delle famiglie spalancano una domanda inevitabile: a che serve fare teatro e musica dentro un carcere minorile?
Senza offrire risposte facili, il concerto/spettacolo attraversa questa ferita e racconta il laboratorio come uno spazio fragile ma necessario: un luogo dove nessuno viene assolto, ma dove, almeno per il tempo di una canzone o di una scena, può accadere qualcosa di raro. Che un ragazzo smetta di coincidere soltanto con il suo reato.


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