Concerto per voci e strumenti
TESTI E MUSICHE ROBERTO DE SIMONE
CON
ANNAMARIA COLASANTO – voce
RAFFAELLO CONVERSO – voce
MARIA LETIZIA GORGA – voce
GIOVANNI MAURIELLO – voce
MARILÙ GRIECO – flauto
PIERDAVIDE FALCO – oboe
LUCA IOVINE – clarinetto
ALFONSO VALLETTA– fagotto
LUCA MARTINGANO – corno
MICHELE AURIEMMA – tromba
NICOLA FERRO – trombone
FEDERICO MADDALUNO – mandolino
EDUARDO ROBBIO – mandola
FRANCESCO SCELZO – chitarra
GIANLUCA MIRRA – percussioni
ANTIMA PEPE – tastiere
ALFREDO MARANO – primo violino
FRANCESCA MACCHIARULO – secondo violino
LIVIA IADANZA – viola
FABIOLA DE ANGIOLETTI – violoncello
DANIELE DE SANTO – contrabbasso
VOCE RECITANTE FRANCO GIOVANNI IAVARONE
DIRETTORE E CONCERTATORE ALESSANDRO DE SIMONE
ASSISTENTE MUSICALE E PREPARATORE VOCALE ANTIMA PEPE
MAESTRI COLLABORATORI GIANMARCO PALUMBO E FRANCESCA STANZIOLA
CONSULENTE COMUNICAZIONE MARIA LAUDIERO
PRODUZIONE ASSOCIAZIONE ROBERTO DE SIMONE
Cortile delle Carrozze, Palazzo Reale di Napoli
6 luglio, ore 21:00
Durata 1 ora
Debutto assoluto
Carmina Desimoniana è un viaggio nell’immaginario sonoro e linguistico di Roberto De Simone, scomparso appena un anno fa.
Per la prima volta, questo percorso offre all’ascoltatore di oggi una visione d’insieme di oltre settant’anni di attività artistica di uno dei più grandi protagonisti della cultura musicale e teatrale italiana.
Dai canti nati con La Nuova Compagnia di Canto Popolare ai capolavori del teatro musicale come La Cantata dei Pastori, Gatta Cenerentola, Mistero Napolitano, le 99 disgrazie di Pulcinella, fino alle musiche per film e sceneggiati televisivi, tra cui Fontamara, il concerto attraversa le molteplici forme della sua variegata produzione.
Arricchiscono il percorso le rielaborazioni di arie tratte dall’universo sconfinato del melodramma comico napoletano del Settecento, da lui riscoperto e al quale egli ha restituito il giusto valore culturale nella sua vocazione internazionale. Rielaborazioni connotate da una inesauribile vena creativa che ha sempre contraddistinto De Simone, per il quale la tradizione non è mai citazione, ma diventa cifra stilistica personale e identitaria: dal fascino senza tempo.
Il percorso narrativo del concerto è inoltre veicolato da scritti dello stesso De Simone: acute riflessioni sulla musica, sul teatro e sulla vita contemporanea, sempre contraddistinte da un taglio ironico e icastico, mai disgiunto dal rigore filologico che caratterizza lo studioso appassionato e geniale.




