CON SILVIA AJELLI, LINDA DALISI, SARA LUPOLI, ANNALISA MADONNA, FABRIZIA SACCHI, GIOVANNA SANNINO, CATERINA TIEGHI
REGIA A CURA DELLE INTERPRETI
COORDINAMENTO SCENICO CLAUDIO DI PALMA
SCENE ALLIEVI ACCADEMIA DELLE BELLE ARTI (CATTEDRA DEL PROFESSOR LUIGI FERRIGNO)

Cortile delle Carrozze, Palazzo Reale di Napoli
1 luglio, ore 21:00
Replica 2 luglio, ore 21:00

Durata 1 ora e 15 minuti

Debutto assoluto

Sette stanze sportive al femminile.
Sette storie di esploratrici del tempo e dello spazio.
Sette numeri identificativi di una vita intera.


UNA RAGAZZA NEL MARE
DI E CON FABRIZIA SACCHI

35: le miglia che in quattordici ore e trentaquattro minuti percorse a nuoto Gertrude Ederle. Trudy fu la prima donna ad affrontare, esattamente cento anni fa, la traversata della Manica stabilendo un tempo record assoluto, sia maschile che femminile.


LA QUINTA DI MAHLER
Liberamente ispirato a Ekaterina Gordeeva di EMANUELA AUDISIO
CON CATERINA TIEGHI

1°: non è un piazzamento, è il giorno di gennaio che dà inizio al 1989. In quella occasione Sergej Grink’kov bacia la sua compagna di pattinaggio Ekaterina Goordeeva. Il destino oscilla sull’equilibrio miracoloso dei pattini, slitta pericolosamente sul ghiaccio e decide di far nascere, vivere, vincere, morire, perdere e rinascere. 


FIDELIA
Liberamente ispirato ad Ana Fidelia Quirot di EMANUELA AUDISIO
CON ANNALISA MADONNA

38%: la percentuale di pelle ustionata sul corpo di Ana Fidelia Quirot. Fiamme penetrate a fondo fino a sua figlia ancora nella pancia. Le gambe, almeno, sono salve e potranno ancora risollevare il corpo, potranno ancora compiere il doppio giro di pista, sapranno ancora essere, su quella distanza, le gambe più veloci del mondo. 


UN ALTRO SALTO BUONO
Liberamente ispirato a Kerri Strug di EMANUELA AUDISIO. Adattamento di SILVIA AJELLI
CON SILVIA AJELLI

9,712: il punteggio necessario per consegnare l’oro olimpico ad un’atleta ferita, ad un uccello azzoppato, ad un piede solo, resistente, ostinato che tiene in asse l’orgoglio di una squadra, di un’intera nazione e anche di uno spietato torturatore.


GIULIA
Liberamente ispirato a Coppi e il diavolo di GIANNI BRERA
COREOGRAFA ED INTERPRETE SARA LUPOLI

270: chilometri di pedalate per essere campione del mondo, a Lugano. Al traguardo, una donna bellissima ha un soprabito bianco di gran taglio, il campione una maglia, anch’essa bianca, ora attraversata dall’iride. Il frullio della bici si muta. Il campione finisce. Resta memoria di una cappa bianca ed una Bianchi.


UN LANCIO NEL BUIO
DI ANTONIO MARFELLA
CON GIOVANNA SANNINO

F12: la categoria paralimpica del getto del peso per ipovedenti. Un’atleta vìola lo spazio buio dei suoi occhi mirando lontano. Dimentica la sua aspirazione di bambina: correre e saltare. Fa volare un peso, ora. Lo getta lontano, molto lontano, sul limite del mondo, dove solo lei può vederlo.


INTERSEX
DI E CON LINDA DALISI

46”: la durata di un sogno olimpico. Di un’illusione ambita o tradita? Una pugile abbandona il ring, si ritira dal match, dai giochi olimpici, dopo soli 46” e due soli pugni ricevuti. Li ha scagliati un’altra donna? Non è una donna? Testosterone naturalmente alto dell’una o infima etica di qualche suggeritore dell’altra. Sullo sfondo la boxe: solitudini e cazzotti…incassati, inferti, delusi. 

SPORTOPERA
SEZIONE A CURA DI CLAUDIO DI PALMA
ORGANIZZAZIONE VESUVIOTEATRO


NUMERI

I numeri dello spazio e del tempo sono i principali misuratori dell’azione sportiva. In alternativa ad essi, ancora altri numeri qualificano il valore e l’esito del gesto atletico. Sono quelli prodotti da precise e specifiche somme, sono quelli che certificano vittorie o fallimenti “conteggiando” la capacità degli atleti di ripetere un determinato evento, si chiami questo gol, schiacciata, canestro, centro, stoccata, ecc… Dove non esiste una corrispondenza diretta tra azione e numeri, lo sport affida a giurie valutative il compito di assegnare punteggi, dunque sempre e ancora numeri, che interpretino la qualità dell’azione. Eccezione alla legge dei numeri nello sport sono forse solo il ritiro ed ogni forma di K.O. Dove tutto improvvisamente si azzera. Altro inevitabile numero: lo zero. Lo zero della ripartenza di ogni nuova competizione. I numeri, insomma, anche quando decretati da soggetti esterni al gesto sportivo sembrano avere la funzione di restituire l’esattezza necessaria al conferimento della gloria o al sereno riconoscimento della sconfitta. Ma spesso i numeri nello sport indicano anche l’identità degli atleti: battezzeremo sempre il 10 Maradona o Pelé, il 23 Michael Jordan, il 46 Valentino Rossi o il 3 Baby Ruth nel baseball.
In questa edizione di Sportopera, i numeri si moltiplicano assumendo significati ulteriori: percentuali, categorie, giorni, anni, piazzamenti. Un perimetro che appare matematico e rigoroso, all’interno del quale, però, le cifre sanno ricombinarsi per indagare misteriose cavità dell’anima, per aprire inattesi universi paralleli.

Claudio di Palma