IDEAZIONE E REGIA ROBERTA LIDIA DE STEFANO
CON ROBERTA LIDIA DE STEFANO
TESTO E DRAMATURG IRENE PETRA ZANI
DISEGNO DEL SUONO E COMPOSIZIONI MUSICALI ROBERTA LIDIA DE STEFANO E GERARDA AVALLONE
DISEGNO LUCI SERENA SERRANI
DIREZIONE TECNICA SILVIA LAURETI
SCENE E COSTUMI ROBERTA LIDIA DE STEFANO REALIZZATI DA ERIKA CARRETTA E SOFIA MURARI
ASSISTENTE SOFIA MURARI
FOTOGRAFIE E VIDEO IN SCENA SERENA SERRANI
TRADUZIONE CANZONI E SOPRATITOLI ROBERTA LIDIA DE STEFANO
PRODUZIONI INDIPENDENTI RO.SE / BRUGOLE & CO. / LECITE VISIONI
CON IL SOSTEGNO DI TEATRO DEI FILODRAMMATICI MILANO / FOYER SPAZIO CULTURALE / SEMENTERIE ARTISTICHE
CORTILE DELLE CARROZZE DI PALAZZO REALE DI NAPOLI (accesso da piazza del Plebiscito)
9 LUGLIO 2025, ORE 21:00
DURATA 1H
Una Reporter di guerra si trova prigioniera in una stanza di hotel al Cairo, vicino al deserto. Non ha nessuna notizia di ciò che accade fuori da quella stanza. Non sa da quanto tempo è chiusa lì dentro. Nessuno le risponde. L’unica Voce che sente è quella di Dalida. Distorta e disturbante, questa “presenza” è quasi una tortura per lei. Se all’inizio Dalida sembra essere una nemica, ben presto la Reporter si accorgerà di avere molto in comune con questa iconica artista, cercando di decifrare il senso di quello che le sta accadendo, anche attraverso le parole delle sue canzoni. Entrambe le donne hanno problemi di vista: Dalida è strabica sin da bambina, la Reporter ha perso un occhio per l’esplosione di una granata. Entrambe sono fuggite dalle loro rispettive Terre per inseguire una Vocazione profonda e totalizzante che si antepone a tutto e tutti. Entrambe sono alla perenne ricerca di una Verità assoluta da rivelare al “pubblico”, mettendo la loro vita a servizio di qualcosa di più grande, costi quel che costi. In questo lavoro, l’intuito e la visionarietà tipiche dell’Artista e l’affamato bisogno di trasmettere la Realtà che nutre la Reporter, si fondono in un unico personaggio: una Tiresia contemporanea che riesce a vedere oltre il Vero, ma che ancora non riesce a vedere bene dentro di sé. Hotel Dalida è il no where/now here dove il personaggio di Dalida si spoglia da quella retorica propriamente amorosa a cui siamo abituate. La sua musica e le sue parole decontestualizzate, sono messe a servizio di qualcosa di epico: un teatro di guerra, dove realtà e rappresentazione si fondono e dove mourir sur scene e morire sul campo sono paradossalmente la stessa cosa.
Roberta Lidia De Stefano


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