Lo spettacolo è parte del Focus “NOW MED, BEYOND SWANA”.

TESTO SCRITTURA COLLETTIVA
REGIA BISSANE AL-CHARIF
CON HALA OMRAN
DRAMMATURGIA WAEL ALI
TRADUZIONE INGLESE JUMANA AL YASIRI
TRADUZIONE FRANCESE SAFA SAHNOUN
SI RINGRAZIANO RANDA, MAIADA, MINHA, DALAL, SOUAD, NAYLA, SYLVIANE E JACQUELINE PER I LORO PREZIOSI CONTRIBUTI
CON IL SUPPORTO DI THE ARAB FUND FOR ARTS AND CULTURE – AFAC, ETTIJAHAT-INDEPENDENT CULTURE, CULTURE RESOURCE (AL-MAWRED AL-THAQAFY)
LA PRIMA RESIDENZA È STATA ORGANIZZATA IN COLLABORAZIONE CON KARAKIB, LIONE, FRANCIA
LA SECONDA RESIDENZA È STATA ORGANIZZATA IN COLLABORAZIONE CON LES RENCONTRES À L’ÉCHELLE, MARSIGLIA, FRANCIA

TEATRO NUOVO
3 E 4 LUGLIO 2025, ORE 20:00
DURATA 1H


Dressing Room
esplora il passare del tempo attraverso i segni lasciati sul corpo dalle rughe e dalla storia, tra memoria personale e crisi politiche. Al centro, una riflessione sul corpo femminile e sulle tracce che il tempo vi imprime, in un contesto di guerra e violenza sociale. Il testo nasce da un processo di scrittura condivisa alla ricerca di una “formula magica” per superare quella che viene chiamata l’“età della disperazione”.  Con leggerezza, umorismo e autoironia, Dressing Room dà voce alle donne di diversi paesi arabi che hanno vissuto tra le due sponde del Mediterraneo.

Note di regia
Sono arrivata a Parigi da Damasco nel 2012, pensando che si sarebbe trattato solo di una breve permanenza. Ma col tempo, ciò che credevo fosse una visita temporanea è lentamente diventata la mia nuova realtà. Con il passare degli anni, mi sono immersa nel mondo della scenografia, ho partecipato a vari spettacoli e ho continuato a esplorare le arti visive, l’interesse per i video e le installazioni.
Quando sono apparsi i primi sintomi della menopausa precoce, ho capito che quel periodo che consideravo transitorio era in realtà la mia vita. Questa sensazione di tempo sospeso, di attesa infinita, mi ha portata a interrogarmi sulla relazione tra corpo, spazio ed esperienza migratoria.
Dressing Room nasce da questa riflessione. Come mio primo progetto teatrale da regista, attinge a un’esperienza intima – quella della menopausa e delle sue trasformazioni – per poi ampliarsi attraverso incontri e laboratori con donne che hanno vissuto tra le due sponde del Mediterraneo. Ognuna, a suo modo, ha attraversato questa metamorfosi fisica, spesso amplificata da crisi socio-politiche.
Fin dall’inizio, ho voluto che questo lavoro fosse un vero e proprio processo collettivo, arricchito dalle nostre voci ed esperienze condivise. Collaboro con Hala Omran, artista e attrice siriana residente a Marsiglia, nonché cara amica che ha vissuto esperienze simili alle mie. Abbiamo anche lavorato con Wael Ali, drammaturgo e regista siriano residente in Francia, con cui ho già condiviso diverse creazioni.
Il teatro mi offre uno spazio in cui tutte queste traiettorie artistiche e personali si intrecciano, in cui il tempo sospeso che ha segnato la mia vita per oltre dieci anni può finalmente essere interrogato, condiviso e reinventato.

Dressing Room explores the passage of time through the lenses of wrinkles and politics. At its core, the performance reflects on the female body, the traces time leaves behind, and memory, set against a backdrop of war and deeply violent political and social crises. With lightness, humor, and self-derision Dressing Room delves into the concept of the “age of despair” while emphasizing the voices of women from various Arab countries who have lived on both sides of the Mediterranean.