CREAZIONE MUSICALE, CANTO ED ESECUZIONE STRUMENTALE/ MUSICAL SCORE, VOCAL AND INSTRUMENTAL ACCOMPANIMENT MOHSEN NAMJOO ENSEMBLE VOCALE/ VOCAL ENSEMBLE FARAUALLA / MARISTELLA SCHIAVONE, GABRIELLA SCHIAVONE, MARIA TERESA VALLARELLA, SERENA FORTEBRACCIO
CON LA PARTECIPAZIONE DI/ WITH THE PARTICIPATION OF ANTONELLA MOREA E “I GIULLARI DI DIO” DELLA PARROCCHIA DI SANTA CHIARA IN NAPOLI
VIDEO EDITING IRMA DE VRIES
PROGETTO DI/A PROJECT BY CHANGE PERFORMING ARTS
A CURA DI/BY FRANCO LAERA
PRODUZIONE/EXECUTIVE PRODUCERS CRT MILANO | CENTRO RICERCHE TEATRALI
ORIGINARIAMENTE COMMISSIONATO DA/ORIGINALLY COMMISSIONED BY TPP/TEATRO PUBBLICO PUGLIESE PER LA MANIFESTAZIONE “MISTERI E FUOCHI” CON IL COFINANZIAMENTO DEL FONDO DI SVILUPPO E COESIONE PUGLIA 2007/13 UNIONE EUROPEA | REGIONE PUGLIA
date/dates 15, 16, 19, 20 giugno/june h 23.00
17, 18 giugno/june h 21.00
luogo/venue museo diocesano donnaregina vecchia
durata/running time 1h
lingua/language italiano e farsi/italian and farsi
paese/country iran/iran
Un progetto site-specific per il Museo Diocesano Donnaregina Vecchia firmato da Shirin Neshat e da Shoja Azari, una delle coppie di artisti iraniani più interessanti del panorama video e cinematografico internazionale. Shirin Neshat e Shoja Azari hanno pensato per lo spazio napoletano Passage through the world, un’odissea musicale e visiva che ci conduce lungo l’antica via della seta. Il progetto site-specific mette a confronto le innumerevoli confluenze culturali che hanno arricchito le terre dell’Asia centrale passando per il Medio Oriente e i Balcani fino a giungere al Sud Italia. Un progetto artistico contemporaneo che indaga i temi della perdita e della rinascita attraverso il ciclo della vita e della morte, affrontati dalle diverse culture dei paesi in cui questo percorso si snoda. La composizione musicale dell’iraniano Mohsen Namjoo amalgama e riscrive brani popolari provenienti dal Tibet e dalla Mongolia fino alle regioni del nostro Meridione. Orchestra, musica e immagini, proiezioni architettoniche e voci si fondono in un rituale che giunge a incontrare anche le tradizioni musicali della Campania.
Nei suoi lavori, Shirin Neshat utilizza spesso una gran varietà di mezzi, abolendo i confini tra le arti: «Esteticamente – afferma – la visione viaggia attraverso media differenti. Nel cinema e nel teatro devi sempre pensare a qualcosa di maggiormente tangibile, mentre nel mondo dell’arte sei più libero. Ogni forma ha le sue logiche, le sue regole, il suo pubblico, le sue collaborazioni, i suoi codici. Quando cambi medium è una sfida, un esperimento, qualcosa di nuovo che stai inventando. Noi lo facciamo con attenzione e con coscienza, spesso dopo molte conversazioni e soprattutto con modestia. E penso che questa performance che stiamo realizzando è ricca di modestia, nel senso più poetico del termine e anche se il messaggio è fortissimo, non è complicata e per me lavorarci è stato vivere molti magici momenti, come una sorta di dono».


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