Se veniamo privati della vista, la nostra percezione sensitiva si limita a cogliere l’oscurità che ci circonda. Allora, è la nostra mente, tramite la sua capacità immaginativa, a popolare le tenebre di immagini vive. Questo è il principio che adotta il regista, Joël Pommerat, per dar vita alla sua straordinaria versione di Pinocchio con Myriam Assouline, Sylvain Caillat, Hervé Blanc, Daniel Dubois, Maya Vignando.

Tutto è buio, emergono in una luce onirica i personaggi della storia. La scena è scarna, giusto gli elementi essenziali per raccontare. I rumori, spesso, sono mimetici. Il palco diventa la nostra immaginazione all’interno della quale si materializza la narrazione, grazie ai personaggi della nostra fantasia, degni di una compagnia teatrale che mette in scena lo spettacolo. Le vicende sono raccontate ad intermittenza, come se fossero sprazzi della mente, intervallati da momenti di buio utili ai cambi di scena. Seduti su una delle poltrone del teatro Mercadante, subito ci si immerge in un’atmosfera sognante, complice la figura del narratore, un cantastorie di altri tempi che ci seduce con le sue parole accompagnate dalla musica di una fisarmonica.

Tramite una lunga captatio benevolentiae, afferma di raccontare nient’altro che la verità perché il teatro è verità: non può mentire. Sembra, dunque, quasi un paradosso scegliere di rappresentare proprio le peripezie di un burattino bugiardo. Ma non bisogna dimenticare che Pinocchio è un percorso di iniziazione, di un cambiamento che avviene gradualmente attraverso il superamento di numerosi ostacoli e tentazioni. La verità di Pinocchio è la verità di tutti noi. Più volte nello spettacolo, lo spettatore è il burattino. Siamo alle battute finali: il fumo si spande in sala, il sapiente gioco di luci ricrea il movimento del mare agitato e i rumori della balena che ingurgita e rigurgita sembrano ingoiare e vomitare la totalità delle persone presenti in sala. Pinocchio, alla fine del suo cammino, viene rimesso al mondo dalla balena. Finalmente, dopo questo parto catartico, può rinascere, avere una seconda possibilità, diventare un bambino vero.

 

Angela Bottigliero