Tra profumi di caffè e pop corn caramellato, lo staff ci accoglie nello spettacolare cortile dell’Accademia di belle Arti a Napoli, in occasione del Napoli Teatro Festival sezione SportOpera, dove ho assisto ad un concerto-reading molto toccante: con Serata Missa Luba – Canto per Saamiya, Peppe Miale, con la regia e l’adattamento scenico, l’interpretazione di Gioia Miale e Helen Tesfazghi, con le musiche di Marzouk Mejri, illumina lo spettatore circa la breve e sfortunata vita della centometrista somala Saamiya Yusuf Omar.
Tratto dal romanzo scritto da Giuseppe Cotozzella, la protagonista racconta la sua vita (fino a scoprire poi che è una “sopravvissuta” a parlare) grazie alla splendida interpretazione di Gioia Miale. Aiutata anche dalla collega Tesfazghi, non solo dal punto di vista attoriale ma soprattutto canoro, l’attrice partenopea riesce a trasmettere allo spettatore tutti gli stati d’animo della piccola somala fin da quando aveva 8 anni, età in cui la ragazza aveva solo sogni nel cuore, e terminando con la sua tragica morte avvenuta nel Mediterraneo a bordo di un gommone, nel disperato tentativo di raggiungere l’Europa per partecipare alle Olimpiadi di Londra 2012.
Il titolo del romanzo, Non dirmi che hai paura, è ripetuto più volte dall’interprete, parole che la protagonista ripete a se stessa perché motivo che la spinge a non mollare mai e ad andare sempre più avanti .
Le musiche di Mejri sono molto singolari grazie ad una serie di strumenti a percussione che riproducono, a volte, anche suoni non musicali come ad esempio il volo dell’aereo che la ragazza prende per la prima e unica volta per andare in Cina in occasione delle Olipiadi 2008.Un opera, molto ben curata, un’ode ad un’eroina che ha avuto una vita dura, che ha sfidato il regime, la guerra e un viaggio al limite della sopravvivenza, pur di veder realizzare il proprio sogno.

Monica Todino