Buio in sala, si accende l’occhio di bue sulla protagonista Madeleine, avanza sulla scena fatta di specchi e luci tenui, un’atmosfera cupa che suscita un senso d’inquietudine tra gli spettatori. Questo l’inizio di Sudori Freddi, lo spettacolo andato in scena dal 4 al 9 giugno al Napoli Teatro Festival presso Castel Sant’Elmo nella Sala dei Cannoni. Una sapiente commistione di scenografia e luci, che, unita alla trama, è in grado di portare sul palco l’atmosfera dei film noir e di tenere lo spettatore col fiato sospeso per tutta la durata dello spettacolo.
La rappresentazione è ideata e diretta da Giancarlo Sepe, portata in scena dalla Compagnia del Teatro La Comunità composta da Lucia Bianchi, Federico Citracca, Valerio Marinaro, Gianluca Spatti, Federica Stefanelli, Guido Targetti con la partecipazione di Pino Tufillaro. Uno spettacolo dai toni cupi, capace di catturare e mantenere viva l’attenzione dall’inizio alla fine. Sapienti e ben calibrati i dialoghi, buona la recitazione degli attori anche nelle parti in lingua e i colpi di scena ben scansionati. Lo spettacolo ha riscosso un discreto successo nel pubblico che alla fine ha più volte richiamato sul palco con applausi scroscianti gli attori.
Sudori Freddi – Atmosfere noir a sant’Elmo. Il regista, per la realizzazione di Sudori Freddi, si è ispirato ai testi di Boileau e Narcejac, autori tra il 1952 e il 1991 di una quarantina di romanzi, tra cui alcuni capolavori del genere noir. Questi capolavori hanno frequentemente offerto soggetti per adattamenti teatrali e trasposizioni per il grande schermo. Dalle loro storie, ad esempio, sono state tratte le sceneggiature originali de La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock (del 1958) e de I diabolici, film del 1955 diretto da Henri-George Clouzot. «Ho voluto provare a raccontare – spiega Giancarlo Sepe – le cose che il film e il romanzo avevano trascurato. Ne viene fuori un racconto ellittico, tutto inventato, tutto sotterraneo, fatto di camere mortuarie e funerali, di scene conturbanti, vive e sanguigne, tutto si svolge di notte come fosse raccontato da personaggi alla deriva, senza dimora… Un vero noir senza storia, con l’idea di raccontare le iconografie del giallo che fa da sfondo ad una storia passionale: uno struggimento pieno di dolore e rapinoso come la morte inferta dal proprio amore impossibile».
Olga Marotta
Antonio Ianuale


![CTF26_PALADINO_2560x500px[45]](https://campaniateatrofestival.it/wp-content/uploads/2026/05/CTF26_PALADINO_2560x500px45.png)


