ph Salvatore Pastore
DI KATIA IPPASO
REGIA ARTURO ARMONE CARUSO
CON ELENA ARVIGO
MUSICHE ORIGINALI MARIAFAUSTA
SCENE FRANCESCO GHISU
DISEGNO LUCI GIUSEPPE FILIPPONIO
PRODUZIONE COOP CMC/NIDODIRAGNO
12 luglio 2019 ore 21.00
13 luglio 2019 ore 19.00
durata 1 ora
Napoli
Sala Assoli
prima nazionale
Nell’oscurità, una presenza sonora, incandescente. New York, gli anni trenta, la Città all’impiedi di Céline. Una lanterna magica accende vorticose immagini notturne, quasi un divertissement, ma minaccioso. Nuvole che si addensano. La camera di Marta Abba è un caleidoscopico comporsi e scomporsi di inquadrature che inseguono il fluire del testo
e della tessitura musicale. Dall’ombra, emerge come in un lampo, fascinosa, l’attrice musa di Pirandello.
Non domandarmi di me, Marta mia… si colloca in un preciso punto del tempo, il 10 dicembre del 1936, data della morte di Luigi Pirandello, e in un preciso punto dello spazio, New York, dove Marta Abba stava recitando al Plymouth Theatre di Broadway. Quella sera, dopo aver annunciato al pubblico l’improvvisa scomparsa di Pirandello alla fine dello spettacolo, Marta Abba si trova da sola nella sua stanza. Nella calma allucinata di quella notte, dopo la rappresentazione, si trova a dover fare i conti con il suo passato. L’attrice ha portato con sé le lettere che negli anni le ha scritto Pirandello dal 1926 al 1936 ma anche quelle che lei aveva indirizzato al suo Maestro. È una notte di veglia, in cui si fa vivo non solo il fantasma di Pirandello ma vengono chiamate a raccolta anche le immagini fantasmate di tutte le eroine pirandelliane (dalla Tuda di Diana e la Tuda alla Donata Genzi di Trovarsi, fino alla contessa Ilse de I Giganti della montagna) che il grande scrittore aveva inventato per lei.