DI FORTUNATO CALVINO
CON
ROSARIA DE CICCO – Elena
LUIGI CREDENDINO – Agostino
MARCO PALMIERI – Enzo
ANDREA SUBASINGHE – SAMIR
REGIA FORTUNATO CALVINO
MUSICHE ENZO GRAGNANIELLO
SCENE LUCIANO CAPPIELLO
COSTUMI CARLA VITAGLIONE
ASSISTENTE ALLA REGIA PINA STRAZZULLO
VIDEO GRAFICA MARCELLO DE MARTINO
UFFICIO STAMPA RAIMONDO ADAMO
ANTINOO ARCIGAY NAPOLI
PRODUZIONE TALASSIA SRL
Finalista al Premio Internazionale Di Drammaturgia “Carlo Annoni” 2021 (Milano)
Teatro Nuovo
26 giugno, ore 20:00
Durata 1 ora e 20 minuti
Debutto assoluto
Il dramma si svolge interamente nel soggiorno-biblioteca di Agostino, un professore solitario impegnato a riorganizzare i suoi innumerevoli libri insieme all’amico Enzo, un infermiere vivace e pettegolo afflitto da visioni notturne e insonnia. La routine dei due amici è interrotta dall’arrivo di Samir, un giovane immigrato di colore che lavora come fattorino consegnando spesa e acqua a domicilio.
L’opera esplora il profondo contrasto tra la solitudine intellettuale dei protagonisti e la cruda realtà della sopravvivenza dei migranti. Samir porta con sé il peso di un passato traumatico: è fuggito dalla guerra e dalle macerie del suo paese natale, dove è cresciuto tra i bombardamenti. Il racconto della sua traversata mediterranea è agghiacciante: descrive il mare come un mostro pronto a inghiottire i barconi sovraccarichi, dove i passeggeri, stretti come sardine, vedono annegare donne e bambini senza poter intervenire per non rischiare di ribaltare l’imbarcazione.
La tensione narrativa cresce quando Samir si ritrova improvvisamente senza tetto: i suoi coinquilini sono fuggiti dal “basso” (un locale fatiscente al piano terra) senza pagare l’affitto alla cinica proprietaria, la signora Elena. Quest’ultima, una donna spregiudicata che vive nel lusso di Posillipo pur arricchendosi affittando tuguri a prezzi esorbitanti, aggredisce Samir e gli sequestra i pochi averi. Agostino, mosso da una profonda umanità e forse da una latente attrazione per il ragazzo, decide di ospitarlo, sfidando i pregiudizi di Enzo e le minacce di Elena. Nella confidenza della notte, Samir rivela una verità dolorosa: per sopravvivere e per finanziare il viaggio del fratello minore Alì verso l’Europa, ha venduto il proprio corpo, accettando le proposte sessuali dei clienti a cui consegnava la spesa.
L’opera si configura come una potente riflessione sulla dignità umana, dove l’incontro tra Agostino e Samir diventa un momento di salvezza reciproca. Agostino cerca di proteggere il ragazzo da una nuova forma di schiavitù, mentre Samir, col suo racconto di morte e speranza, scuote l’aridità esistenziale del professore. Il dramma termina con un confronto aspro tra Agostino ed Elena, che incarna l’indifferenza e la violenza di una società che vede nei migranti solo una merce da sfruttare.
NOTE DI REGIA
È la storia di Samir, un giovane che è arrivato a Napoli dopo un lungo viaggio su un barcone. Lavora in un Supermercato portando a casa dei clienti la spesa, e fra questi anche a un professore di Storia (Agostino). Nasce fra i due un rapporto di fiducia e di solidarietà umana. Agostino frequenta Enzo un suo caro amico pettegolo, e narcisista. Altro personaggio chiave della storia è Elena: avida proprietaria che avrà un ruolo importante nella vita dei due personaggi, soprattutto di Samir. Una sera Samir bussa alla porta del professore in cerca di aiuto. E da questo momento si sveleranno molte situazioni fra i vari personaggi.
Commedia scritta nel 2019, parla di giovani che scappano dalla violenza e dalla ferocia della guerra che vivono nei loro paesi: per cercare nel viaggio della speranza una vita migliore. Invece troveranno nel viaggio altre violenze di uomini senza scrupoli, violenze soprattutto fisiche e umiliazioni: la paura di essere abbandonati nell’arido deserto; di cadere nel mare in tempesta segnano profondamente ogni individuo; su precari barconi cercano di sopravvivere alla sete, e alle onde di un mare che toglie a loro ogni forza. Samir, segnato da chi ha visto affogare senza poter fare nulla oggi vive agitate notti fatte di incubi che solo il tempo forse, potrà guarire.
Fortunato Calvino


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