Una guerra infinita 

DI FRANCESCO SURIANO
REGIA E INTERPRETAZIONE FULVIO CAUTERUCCIO
MUSICHE ORIGINALI IL PARTO DELLE NUVOLE PESANTI
ASSISTENTE ALLA REGIA FLAVIA PEZZO
ELEMENTI VISUALI IN A.I. MASSIMO BEVILACQUA
REALIZZAZIONE ELEMENTI SCENICI LORIS GIANCOLA
COSTUMI FRIDA SCHNEIDER
INGEGNERE DEL SUONO VINCENZO MARIA CAMPOLONGO
DIRETTORE TECNICO MARCO SANTI
PRODUZIONE E AMMINISTRAZIONE LAURA BANDELLONI
ORGANIZZAZIONE E COMUNICAZIONE FRANCESCA CECCHERINI
UFFICIO STAMPA PINA IZZI
PRODUZIONE COMPAGNIA TEATRALE KRYPTON 

Teatro Nuovo
14 giugno, ore 21:00 

Durata 1 ora e 5 minuti

A 25 anni dal debutto dello storico spettacolo Roccu u Stortu di Francesco Suriano, la compagnia teatrale Krypton propone una nuova versione di questa pluripremiata "operina rock", come la definì lo storico e critico teatrale Franco Quadri.
Lo spettacolo racconta la vicenda di Roccu "u stortu", lo scemo del paese: un umile contadino calabrese che, inviato al fronte durante il Primo conflitto mondiale con l'illusione di ottenere un pezzo di terra al suo ritorno, si ritrova invece a vivere il dramma e l'orrore della guerra. 

 

NOTE DI REGIA 

Ho deciso di celebrare questo importante anniversario in un periodo storico in cui diventa quanto mai necessario riportare l'attenzione sulla drammatica attualità di ogni conflitto bellico. Rimettere in scena Roccu u stortu oggi significa restituire voce a un passato che, purtroppo, continua a risuonare nel presente. Il monologo, con la sua crudezza e umanità, ci ricorda che dietro ogni guerra ci sono corpi, vite e memorie spezzate. In un'epoca segnata da nuovi conflitti e tensioni globali, il racconto di Roccu diventa uno specchio attraverso cui rileggere l'orrore della guerra non come evento eccezionale, ma come cicatrice ricorrente nella storia umana. Portarlo nuovamente sul palco significa creare uno spazio di riflessione collettiva, in cui la voce di Roccu possa ancora interrogare la coscienza di un'umanità inquieta. Affronto oggi, a quasi 60 anni, quest'opera, portando con me un bagaglio di esperienza umana e artistica che mi permette di dare nuova profondità al personaggio al quale affido non solo le parole di Suriano ma anche la voce per interpretare dal vivo le canzoni delle musiche originali composte da "Il Parto delle Nuvole Pesanti". Roccu non è più solo il soldato di allora, ma un uomo segnato dal tempo e dalla memoria, che continua a rivivere quei momenti drammatici impressi nella sua carne e nella sua coscienza. Ricordi ancora vivi, ancora dolorosamente reali.  

Fulvio Cauteruccio