CON HISAM JAMIL ALLAWI

Terrazza prospiciente il Giardino Romantico, Palazzo Reale di Napoli
19 giugno, ore 19:00 

Durata 1 ora


"La patria prima di essere una terra

è una donna che trasforma l'assenza in presenza
e la presenza in una preghiera
che si sussurra solo nel silenzio del cuore". 
(da Matria) 

Un poeta curdo siriano prova a dire in una lingua straniera quali siano i suoi sentimenti di esule, sentendosi "straniero anche nel mio specchio". Ma, ripiantandosi in territorio italiano, rivergina la nostra lingua e ci pone domande essenziali alle quali ci siamo dimenticati di rispondere da troppo tempo. 


SEZIONE LETTERATURA
A CURA DI 
SILVIO PERRELLA
ORGANIZZAZIONE VESUVIOTEATRO
COORDINAMENTO ARTISTICO BRIGIDA CORRADO
DIREZIONE ORGANIZZATIVA DORA DE MARTINO E GEPPI LIGUORO
COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO ROBERTA VERDILE
COORDINAMENTO TECNICO GIANNI ROSSIELLO
SEGRETARI DI PRODUZIONE VALENTINA CEPOLLARO E MATTEO DE LUCA
COMUNICAZIONE E MARKETING FRANCESCA LIGUORO
SOCIAL MEDIA MANAGER ROSA LO MONTE
GRAFICA ELENA CEPOLLARO
FOTOGRAFIE ANNA ABET


Ma' 
 

Il Ma' lo vedi sulla pagina e non sai davvero da dove cominciare. È un avvertimento, uno sbuffo, l'inizio di un attacco d'ira? 
Grammaticalmente ci troviamo dinanzi a una congiunzione di tipo avversativo; il ma ci viene alle labbra quando abbiamo la necessità di precisare qualcosa, facendo fare alla frase una curva improvvisa, una parabolica di precisazioni. 
I ma nell'oggi proliferano, s'infittiscono; visto che nulla va come dovrebbe andare, eccoci a pronunciare questa molecola linguistica al contempo allargando le braccia in segno di resa. Ma'! 
Ma' è anche la prima sillaba che pronunciamo lallando in attesa di dire mamma: ma'. E in un processo insieme antico e futuribile ci sentiamo più a nostro agio pensando a una Matria che accolga, piuttosto che a una Patria che divida. 
Ma' è anche l'iniziale della parola mare; e in genovese basta metterci su un doppio accento e le scoscese strade che portano al mare prendono il ritmo della musica e della voce di Fabrizio De André. 
Sono solo alcuni esempi di come una piccola sillaba possa mettere in moto un processo immaginativo che proveremo a condividere con gli spettatori della nostra rassegna di poesia.