Compleanno di Casa della Poesia di Baronissi: trent'anni! 
CON ISMAËL DIADIÉ HAÏDARA


Terrazza prospiciente il Giardino Romantico, Palazzo Reale di Napoli
20 giugno, ore 19:00 

Durata 1 ora

Ho trascorso la mia infanzia giocando a fare l'uomo. 

Ora sogno di essere un bambino all'ombra di mia madre.  

Nato nel Mali, costretto all'esilio, portatore della biblioteca dei suoi antenati, Haidara ha sposato la forma delle Tebrae. La tebría è formata da due versi generalmente composti in lingua hasaniya dalle donne del deserto, tra il sud del Marocco, Walata, Tishit, Wadan e Timbuctù, spiega lui stesso; una sorta di haiku africano, potremmo aggiungere. Con il corpo alato, la lingua dotata di ogni acutezza della parola, vago da qui a laggiù, con il cuore ostaggio della fatica e vittima della separazione, si legge in uno dei testi che compongono la sua biblioteca. 


SEZIONE LETTERATURA
A CURA DI 
SILVIO PERRELLA
ORGANIZZAZIONE VESUVIOTEATRO
COORDINAMENTO ARTISTICO BRIGIDA CORRADO
DIREZIONE ORGANIZZATIVA DORA DE MARTINO E GEPPI LIGUORO
COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO ROBERTA VERDILE
COORDINAMENTO TECNICO GIANNI ROSSIELLO
SEGRETARI DI PRODUZIONE VALENTINA CEPOLLARO E MATTEO DE LUCA
COMUNICAZIONE E MARKETING FRANCESCA LIGUORO
SOCIAL MEDIA MANAGER ROSA LO MONTE
GRAFICA ELENA CEPOLLARO
FOTOGRAFIE ANNA ABET


Ma' 
 

Il Ma' lo vedi sulla pagina e non sai davvero da dove cominciare. È un avvertimento, uno sbuffo, l'inizio di un attacco d'ira? 
Grammaticalmente ci troviamo dinanzi a una congiunzione di tipo avversativo; il ma ci viene alle labbra quando abbiamo la necessità di precisare qualcosa, facendo fare alla frase una curva improvvisa, una parabolica di precisazioni. 
I ma nell'oggi proliferano, s'infittiscono; visto che nulla va come dovrebbe andare, eccoci a pronunciare questa molecola linguistica al contempo allargando le braccia in segno di resa. Ma'! 
Ma' è anche la prima sillaba che pronunciamo lallando in attesa di dire mamma: ma'. E in un processo insieme antico e futuribile ci sentiamo più a nostro agio pensando a una Matria che accolga, piuttosto che a una Patria che divida. 
Ma' è anche l'iniziale della parola mare; e in genovese basta metterci su un doppio accento e le scoscese strade che portano al mare prendono il ritmo della musica e della voce di Fabrizio De André. 
Sono solo alcuni esempi di come una piccola sillaba possa mettere in moto un processo immaginativo che proveremo a condividere con gli spettatori della nostra rassegna di poesia.