Quanto un’immagine nasconde o rivela la verità
TESTO ROBERTO ANDRIOLI
REGIA FABRIZIO CHECCACCI
LUCI E SCENE ROBERTO ANDRIOLI E FABRIZIO CHECCACCI
CON ROBERTO ANDRIOLI, YEDA KIM, MATTIA RICCHIUTI
PRODUZIONE ASSOCIAZIONE CULTURALE LA MACCHINA DEL SUONO
Teatro Nuovo
28 giugno, ore 20:00
Durata 1 ora e 30 minuti
Debutto assoluto
NOTE DELL’AUTORE
Questo testo esplora vari temi: il nostro punto di vista sulle guerre oggi, il rapporto ambiguo tra verità e rappresentazione della verità attraverso le immagini, le tensioni esistenti tra due “schieramenti”, noi occidentali e gli altri. Indaga inoltre i conflitti tra due generazioni, tra la coscienza dei figli e quella dei padri.
In scena tre personaggi: Marco il fotografo di guerra, Adila la ragazza straniera e Leonardo, un ragazzo italiano figlio del fotografo. Tutti hanno “perso il rapporto con la terra”, tutti si trovano per motivi diversi in una sorta di territorio “sospeso” tra giustizia, sopravvivenza, radici e futuro.
Il nostro fotografo è lontano dai fotografi-star, testimoni-eroi che con attitudine quasi monastica ci raccontano, spesso rischiando la vita, frammenti di verità, trasformando la sofferenza in arte, il dolore in bellezza. Ma un dubbio rimane: le immagini, che noi tutti ormai utilizziamo come strumento di rapido racconto, quanto davvero rispecchiano la verità?
Quanto in quelle immagini bidimensionali che vediamo a testa bassa nei nostri monitor dei telefonini e computer, la verità potrebbe sfuggire e restare nascosta nella terza dimensione mancante, la profondità appunto?
Roberto Andrioli


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