DA ARISTOFANE
CON COSIMO EMANUELE ANZOINO, NOEMI CAMERLENGO, MARIANTONIETTA CAPOZZI, MARIANNA DE CRISTOFARO, DIEGO DI SALVATORE, LUCREZIA GIRACE, ELISA MAJD HOSSEINI, SAMUEL LUCIANO, IRIS CATERINA MELILLO, ILENIA MENNITTO, SARA MORETTI, SABATINO MOZZILLO, JAVIER PIO NICOLÒ, AMALIA PIROZZOLO, MARIACRISTINA POLESE, SIDNEY ANNA ROTONDI
DIREZIONE ARTISTICA MICHELANGELO FETTO E ANTONIO INTORCIA
DIREZIONE DI SCENA PAOLA FETTO
SEGRETERIA ALESSANDRA D’ALESSANDRO
ADDETTO STAMPA ANNALISA UCCI
REGIA NICOLA NICCHI E VIVIANA ALTIERI
PRODUZIONE SOLOT – COMPAGNIA STABILE DI BENEVENTO
Teatro del Mulino Pacifico (BN)
13 giugno, ore 21:00
Durata 1 ora
Dopo Bravǝ Ragazzǝ 2.0 – laboratorio teatrale condotto per il progetto Quartieri di Vita 2025 – con un gruppo di adolescenti provenienti da contesti sociali eterogenei – nasce il progetto Lisistrata. È l’esito di un percorso corale, che viene a configurarsi come atto teatrale pieno, capace di mettere in relazione formazione, spazio e comunità. Attraverso settimane di lavoro sul corpo, sulla voce, sull’ascolto e sull’empatia, i giovani attori hanno, infatti, affrontato un viaggio, umano e artistico, in cui il teatro diventa strumento di consapevolezza e possibilità di riscatto.
Anche il Mulino Pacifico entra pienamente nella drammaturgia: spazio vivo, carico di memoria e presenza, si trasforma fisicamente nell’Acropoli occupata dalle donne della Lisistrata. L’azione scenica prende così forma nello stesso luogo che accoglie spettatori e attori, rendendo il conflitto della commedia tangibile, quasi inevitabile.
Lo spettacolo si apre con un rito femminile arcaico, simile a un sabba: le donne, raccolte in uno spazio appartato, pronunciano il loro giuramento. Le voci si intrecciano, i corpi si accordano, il gruppo si compatta attraverso una gestualità condivisa che trasforma l’esperienza individuale in forza collettiva. Progressivamente, le donne conquistano il centro dell’azione, mentre il pubblico viene coinvolto in questo passaggio, non solo come spettatore, ma come presenza attraversata e chiamata a condividere lo spazio scenico.
Anche il tema del desiderio attraversa la messinscena con misura, senza caricature, lasciando emergere la tensione tra impulso e controllo. Nel finale, lo spazio inizialmente conteso diventa luogo d’incontro. Si dissolve ogni separazione netta tra attori e pubblico, in una condivisione che resta sospesa, permeata da una consapevolezza fragile. La pace arriva, ma non è definitiva: proprio come nella Guerra del Peloponneso: è un equilibrio da rinnovare continuamente.
Al Mulino Pacifico, Lisistrata diventa così un’esperienza condivisa, in cui il teatro si afferma come gesto concreto: occupare uno spazio, prendere posizione, immaginare insieme una possibilità diversa.


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