DRAMMATURGIA LUCA CEDROLA
REGIA GRAZIANO PIAZZA
CON GRAZIANO PIAZZA
SCENOGRAFIE SONORE PAOLO COLETTA
REGISTA ASSISTENTE MARTA CIRELLO
PRODUZIONE LUISA SRL
Sala Assoli
1 luglio, ore 21:00
Durata 1 ora
Debutto assoluto
NOTE DI REGIA
Lisbona, la “Cidade de la luz”, è un territorio di abbacinante bellezza ma è soprattutto uno stato d’animo; un luogo magico e sensuale dove si avverte costantemente una dolce e inevitabile nostalgia del presente. Lisbona è uno spazio dove il tempo sembra scorrere in una maniera diversa; è un perimetro dell’anima dove memoria, ricordi, speranze e sogni si disintegrano e si ricompongono senza requie.
Fernando Pessoa ne è stato il suo più alto cantore. Egli che non ha solo raccontato la sua città ma ha saputo, in modo originale e sorprendente, mostrarci la relazione profonda e insondabile che lega ciascuno di noi alle cose mute; a quanto pensiamo di non vedere e che invece percepiamo con il cuore e poi nascondiamo negli abissi della nostra memoria.
Partendo dal testo di Luca Cedrola, Lisbona, negli occhi di Fernando Pessoa vuole raccontare la vita osservata, l’incontro tra il mondo interiore e la vita degli altri in un continuum gioco di rimandi, riflessi, interazioni e fughe.
Un mondo che gli occhi di Pessoa ci raccontano come ombre magiche e luminose, come un susseguirsi di immagini oniriche e sfuggenti ma nondimeno vere; perché la nostra vita è un viaggio affascinante e incomprensibile che ciascuno di noi compie – prima che nella realtà – nella nostra stessa mente.
LA MESSINSCENA
Per ricreare suoni, sapori, pensieri della Lisbona degli anni Trenta e raccontare gli ambienti e le atmosfere evocate nella drammaturgia ho deciso di coinvolgere la straordinaria creatività di un musicista prezioso e sensibile come Paolo Coletta che cura le scenografie sonore.
Insieme a lui, evocando luoghi e persone della Lisbona di Pessoa, condurremo lo spettatore a Rua NovaAlmada, lungo il Tago, a Praça de Comercio e nello stesso tempo in qualsiasi luogo che ciascuno ha visto, osservato, assaporato, vissuto perché il viaggio non sta nei luoghi ma negli occhi del viaggiatore.
Una messinscena semplice, fatta di elementi di scena che abbiano la funzione di “correlativi oggettivi” dei quadri emotivi attraversati dall’autore.
Graziano Piazza


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