DI ARIEL DORFMAN
TRADUZIONE DI ALESSANDRA SERRA
PROGETTO DI ELENA BUCCI E MARCO SGROSSO
REGIA ELENA BUCCI
CON LA COLLABORAZIONE DI MARCO SGROSSO
CON ELENA BUCCI, MARCO SGROSSO E GAETANO COLELLA
LUCI LOREDANA ODDONE/MAX MUGNAI
DRAMMATURGIA DEL SUONO E REGISTRAZIONI RAFFAELE BASSETTI/FRANCO NADDEI
ASSISTENZA ALL’ALLESTIMENTO NICOLETTA FABBRI
COSTUMI NOMADEA
COLLABORAZIONE AI COSTUMI MARTA BENINI
SI RINGRAZIA IL TEATRO COMUNALE DI RUSSI
UNA PRODUZIONE CENTRO TEATRALE BRESCIANO, LE BELLE BANDIERE
CON IL SOSTEGNO DI REGIONE EMILIA ROMAGNA E COMUNE DI RUSSI
in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Julia Tyrrell Management
Sala Assoli
12 luglio, ore 19:00
Durata 1 ora e 30 minuti
Siamo in una casa isolata sul mare, in un paese che ha appena ottenuto la democrazia dopo un lungo periodo di dittatura. Un banale incidente rivoluziona l’equilibrio apparente di tre vite.
È notte. Paulina Salas aspetta il marito Gerardo Escobar, brillante avvocato in carriera dal passato sovversivo. Era lui che i militari cercavano, quando la imprigionarono e la torturarono, ma lei non rivelò mai il suo nome. Gerardo deve confessarle di aver accettato di presiedere la commissione di indagine sui crimini della dittatura ma senza poter perseguire i criminali.
Come spiegare la necessità di questo compromesso? È dedizione alla legge o ambizione?
Un chiodo buca la gomma della sua auto e uno sconosciuto gentile, il dottor Roberto Miranda, lo soccorre e lo riporta a casa. Nel nuovo clima di libertà è naturale invitarlo a bere qualcosa.
Paulina crede di riconoscere il medico che la violentò più volte al suono de La morte e la fanciulla di Schubert. Si incrina la superficie della realtà, si apre un varco tra passato e presente, tra vivi e morti. Come risolvere un trauma che le impedisce di riprendere a vivere? Se lo stato non si muove, è legittimo farsi giustizia da soli? Miranda è un criminale o un pacifico padre di famiglia?
O entrambe le cose? Come dovrà agire Gerardo, rigoroso custode della legge, di fronte alla determinazione allucinata di Paulina a trovare la verità? E quale è la verità? Le domande risuonano fino ad illuminare la tragica ripetizione nella storia dei crimini contro l’umanità.
NOTE DI REGIA
“L’azione si svolge ai giorni nostri, probabilmente in Cile, ma potrebbe trattarsi di un qualsiasi altro Paese che ha appena ottenuto la democrazia dopo un lungo periodo di dittatura”, scrive Dorfman.
Rivivere in scena questo testo ne rivela ancora oggi la forza e l’attualità: lo sguardo si allarga al mondo intero, dove si moltiplicano governi autoritari che faticano a dialogare tra loro e si sfalda la memoria anche dei più recenti crimini contro l’umanità.
Rivolgiamo il pensiero alle dittature del secolo scorso, alle tragiche ripetizioni della storia, al pericolo delle lusinghe del potere, alla lotta tra memoria e oblio.
Quello che accade in quella pacifica casa sul mare evoca stadi affollati di prigionieri, tribunali, camere di tortura, le attuali guerre e dittature.
Passiamo dalla sceneggiatura cinematografica al testo teatrale, sospendendo a tratti il ritmo serrato del racconto per rivolgerci al presente. Le voci si moltiplicano in un’architettura sonora di echi, registrazioni, melodie accennate che corrodono la compattezza dei “personaggi” rendendoli permeabili gli uni agli altri. Si rompe il silenzio che deriva da antiche ferite, dalla paura e dalla incapacità di guardare l’orrore dentro e fuori di sé. Da una sola storia se ne levano molte altre che rivelano a loro volta infinite memorie e testimonianze. Riusciremo a non ripetere gli stessi errori?
Elena Bucci


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