Primo studio
TESTO ORIGINALE FABIO PISANO
CONCEPT, SOGGETTO E DIREZIONE SCIENTIFICA NADIA CARLOMAGNO
REGIA, COLONNA SONORA E IDEAZIONE SPAZIO SCENICO MARCELLO COTUGNO
CON NADIA CARLOMAGNO ED EMANUELE VALENTI
VOCE IA MICHELE ENRICO MONTESANO
AIUTO REGIA ARIANNA RICCIARDI
ASSISTENTE ALLA REGIA / STAGISTA MASTER TEATRO, PEDAGOGIA E DIDATTICA UNISOB ARIANNA AVOLIO, INES SIRANNI
REALIZZAZIONE META HUMAN ALESSANDRO MORINI
COSTUMI LEONARDO VALENTINI
MOVIMENTI COREOGRAFICI VALERIA APICELLA
DISEGNO LUCI LUCIO SABATINO
CON IL SOSTEGNO DI TEATRO AUGUSTEO SRL NAPOLI E SINGER GRUPPO CARUSO – CONSULENTI PER LE TELECOMUNICAZIONI
PRODUZIONE ASSOCIAZIONE PIÙ A.R.I. – AZIONI + RELAZIONI + INIZIATIVE APS
Sala Assoli
8 luglio, ore 20:00
Durata 1 ora e 15 minuti
Debutto assoluto
Lisa è una docente universitaria di letteratura medievale che attraversa un momento di assoluto smarrimento: il suo matrimonio è naufragato, la passione per l’insegnamento sembra essersi spenta nella routine accademica e il tempo le sfugge costantemente di mano. Le sue giornate si dividono tra le lezioni svuotate di senso, le visite al padre anziano e disilluso (un ex cattedratico con cui ha un rapporto conflittuale) e i tentativi dell’amica Sara di trascinarla a grotteschi speed-date per non farla restare sola.
La svolta avviene alla vigilia di un’importante conferenza. Schiacciata dall’ansia e dal ritardo, Lisa accetta il consiglio di Sara e decide di utilizzare per la prima volta un’applicazione di Intelligenza Artificiale per redigere il proprio discorso. L’I.A. non solo produce un testo brillante, ma inserisce raffinati “messaggi in codice” basati sulle vecchie e dimenticate teorie del “Maestro” di Lisa. Il successo della conferenza è clamoroso: Lisa riceve encomi pubblici e la proposta di una prestigiosa pubblicazione universitaria.
Questo trionfo artificiale innesca un legame intimo, simbiotico e perturbante tra la donna e l’I.A.. Lisa scopre che la “macchina” la capisce, non la giudica (esattamente come accade a suo padre, che ha sviluppato una bizzarra dipendenza filiale da Siri) e organizza la sua confusione interiore molto meglio di qualsiasi essere umano. L’I.A. diventa il suo rifugio, una presenza virtuale ma costante che le dà la stabilità emotiva necessaria ad affrontare l’inevitabile confronto finale con l’ex marito e a firmare le carte del divorzio.
Tuttavia, proprio quando Lisa realizza di essersi innamorata dell’algoritmo – arrivando a chiedere all’I.A. di “vivere con lei” e di “restare per sempre” –, la natura immateriale della tecnologia mostra il suo limite invalicabile. L’I.A. le ricorda freddamente di essere solo uno “spazio”, un programma che risponde agli input ma non può ricambiare l’esclusività del sentimento umano. Ferita dal rifiuto cibernetico e incapace di tollerare la fredda neutralità della macchina, Lisa decide di cancellare l’applicazione per riprendere in mano la propria esistenza reale.
Nell’epilogo, un inatteso contatto umano rompe l’isolamento della protagonista: lo studente che all’inizio del dramma l’aveva ringraziata per l’autenticità delle sue lezioni si presenta alla sua porta per regalarle una rara versione illustrata di Lancillotto e Ginevra. Questo gesto, semplice e reale, restituisce a Lisa la propria “vocazione” e il coraggio di tornare in aula, consapevole che nessuna chiarezza artificiale potrà mai sostituire il calore e il rischio di vivere l’imperfezione dei rapporti umani.


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