Commedia in un atto

DI IVAN COTRONEO
CON FRANCESCO DI LEVA, ADRIANO PANTALEO E GIUSEPPE GAUDINO
REGIA GIUSEPPE MIALE DI MAURO
SCENE LUIGI FERRIGNO
LUCI LUIGI BIONDI E DESIDERIA ANGELONI
COSTUMI GIOVANNA NAPOLITANO
SOUND DESIGNER ITALO BUONSENSO
VIDEO PIETRO DI FRANCESCO
AIUTO REGIA MARCELLO MANZELLA
DIRETTORE DI SCENA FRANCESCO BELLELLA
ASSISTENTE ALLE SCENE ALESSIA DI PACE
ASSISTENTE ELETTRICISTA FRANCESCO CERVONE
ORGANIZZAZIONE CARLA BORRELLI
ASSISTENTE DI PRODUZIONE ALESSIA BERGAMENE
FOTO E VISUAL DESIGN CARMINE LUINO
UFFICIO STAMPA GENNARO BIANCO
REALIZZAZIONE SCENE ALOVISI ATTREZZERIE
PRODUZIONE NEST – NAPOLI EST TEATRO

Teatro Nuovo
10 luglio, ore 19:00 

Durata 1 ora e 10 minuti

Debutto assoluto

NOTE DI REGIA

Il terzo incomodo è una commedia che non rinuncia alla verità emotiva. Un testo che, partendo da una situazione di equivoco quasi da vaudeville, scava in profondità nel cuore dei personaggi e nelle loro ferite affettive. Impossibile non lavorare per abbracciare entrambi questi registri – il riso e la tenerezza – cercando un equilibrio che permetta agli spettatori di riconoscersi, divertirsi, e poi commuoversi. Nel segno di quel teatro accessibile e vivo, capace di parlare a tutti, senza rinunciare alla complessità dei sentimenti, caratteristiche che la Compagnia Nest prova a portare avanti da anni.
Un lavoro, il mio, che accompagni il testo e lo esalti, che metta gli attori al centro, lavorando sulle sfumature, sulle relazioni, sui silenzi e che usi la scenografia, le luci, i suoni e la musica come strumenti drammaturgici. Al centro di questo lavoro ci sono i tre attori storici della Compagnia: Francesco Di Leva, Adriano Pantaleo e Giuseppe Gaudino. Da tempo cercavamo un testo che potesse metterli insieme esaltandone le diverse peculiarità, per fortuna abbiamo incontrato Ivan Cotroneo che ha deciso di scrivere per noi. A tal proposito, la credibilità della storia dipende tutta dalla loro capacità di attraversare diversi stati emotivi, spesso anche contraddittori, in modo autentico e senza mai forzare la mano, in cui la comicità emerge dalle situazioni, dal carattere dei personaggi, dalla loro incapacità di comunicare davvero.
Come spesso è accaduto nei nostri spettacoli precedenti, anche in questo, il lavoro attorale sarà molto fisico: i corpi parlano quanto le parole, soprattutto in uno spazio piccolo e carico di passato come la casa di Raffaele. Gli attori devono “abitare” lo spazio e la memoria che contiene. Uno spazio realistico e al tempo stesso evocativo, con un sapore sospeso tra la verità e il ricordo. Una piccola casa di mare leggermente disadorna, povera ma piena di segni di vita passata: sedie consumate dal sale, stoviglie spaiate, fotografie sbiadite, qualche oggetto kitsch da spiaggia (una conchiglia, un piccolo ventilatore, un salvagente). Le due sdraio devono diventare simboliche: la rossa e l’azzurra sono anche il segno visibile della contesa affettiva. Il lavoro sonoro sarà fondamentale per rendere viva la casa e il suo legame con l’esterno: il rumore del mare, il vento, le voci lontane dei bagnanti, qualche gabbiano.
Il terzo incomodo è una commedia di riconciliazione, non facile né pacificata. E noi vogliamo adottare questo movimento profondo – dalla rabbia al perdono, dalla diffidenza all’ascolto – lasciando spazio alla complessità, ma senza mai perdere il sorriso. Un sorriso che non deride, ma accoglie. Come il sole di Miliscola, che batte su tre sdraio e tre vite diverse, finalmente un po’ più vicine.

Giuseppe Miale di Mauro


Da tempo seguo il lavoro del Nest, da tempo mi sarebbe piaciuto lavorare con loro e per loro. Questo atto unico nasce così, è scritto e pensato per Adriano, Giuseppe e Francesco, e per affidarlo alla regia di Giuseppe Miale di Mauro. Un gruppo di lavoro che stimo profondamente.
Il terzo incomodo è una commedia divertente, con un meccanismo evidentemente comico, che però sa essere anche tenera. È un lavoro teatrale che tratta di legami familiari, di segreti nascosti, di amore rubato, di ricerca della felicità, di pregiudizi sociali e personali.
In fondo parla di quanto non conosciamo davvero le persone che amiamo. E chiede, tra un sorriso e un momento di commozione: davvero saresti disposto ad amare incondizionatamente?

Ivan Cotroneo