DI DAVID MAMET
TRADUZIONE ROSSELLA BERNASCONE
REGIA MARIA GRAZIA SOLANO
COLLABORAZIONE ALLA REGIA ALESSANDRO MOR E MARINA SORRENTI
CON ALESSANDRO MOR E MARINA SORRENTI
SCENE PAOLO IAMMARRONE E VINCENZO FIORILLO
DISEGNO LUCI GIOVANNA VENZI
COSTUMI CARMEN BATTAGLIESE
PROGETTO SONORO SIMONE POLLINO E MARIA GRAZIA SOLANO
TECNICO LUCI/AUDIO MARCOS SENATORE
SERVICE CLASSICO LIGHT
PRODUZIONE ARTICOLART APS
IN COLLABORAZIONE CON PALAZZO COPPOLA (VALLE CILENTO) E ESTEMPORANEA SPAZIO MUSICA E TEATRO (TORINO)
In accordo con Arcadia & Ricono Ltd, per gentile concessione di Stewart Talent
Teatro Nuovo
2 luglio, ore 18:00 e ore 21:00
Durata 1 ora e 30 minuti
Debutto assoluto
Il Bosco esplora il complesso rapporto tra un uomo e una donna divisi tra il desiderio di amare e di essere amati e il bisogno di libertà.
Un uomo e una donna si allontanano dal caos cittadino per rifugiarsi in una casa nel bosco: un luogo di pace, di ritiro, uno spazio dell’anima lontano dalle pressioni del mondo esterno. Credono, allontanandosi, di potersi ascoltare. Di potersi conoscere. Riconoscere.
Il bosco diviene così uno spazio liminale, simbolico, un palcoscenico in cui proiettare i propri sogni e le paure taciute, un luogo-soglia in cui riaffiorano i traumi, in cui l’incontro con l’altro diventa un modo per entrare in contatto con una parte di sé negata, con l’ombra che accompagna ogni essere umano oscurando nella coppia la speranza di un rapporto d’amore.
I silenzi presenti nel testo si inseriscono in un dialogo ininterrotto. In questi spazi prende vita un terzo interlocutore. La natura entra con la sua voce. Sconosciuta. Irriconoscibile. Il bosco si proietta come un’ombra che incombe su di loro, tanto da chiedersi se i due amanti siano dentro il bosco o il bosco sia dentro di loro.
Il dialogo si muove su un confine sottile tra il regno del conosciuto, del razionale, di ciò che sta alla superficie della loro storia e il regno dell’inconscio, di ciò che sta in profondità, sommerso. Le parole sono palpabili, sono piume, onde e rocce, creature viventi anche loro.
Una favola reale, quotidiana, di esseri umani fragili, soli, insicuri, a tratti violenti, che tentano di scoprire l’amore.


![CTF26_PALADINO_2560x500px[45]](https://campaniateatrofestival.it/wp-content/uploads/2026/05/CTF26_PALADINO_2560x500px45.png)

