Invisible Work, Invisible Art
Migrazione, lavoro di cura e pratiche artistiche di emancipazione
CON LA PARTECIPAZIONE DI INA CHARKVIANI, ASSOCIATION OF NANNIES AND DOMESTIC WORKERS OF GEORGIA, ARTISTI E RAPPRESENTANTI DELLE COMUNITÀ MIGRANTI
IN COLLABORAZIONE CON GOETHE-INSTITUT NEAPEL, CREATIVE COMPASS GEORGIA E COMUNITÀ GEORGIANA IN CAMPANIA

21 giugno, ore 10:30
Sala Assoli

L’incontro prende spunto dalla mostra Invisible Work – Invisible Art: Domestic Workers from Georgia, promossa dall’Associazione delle Tate e delle Lavoratrici Domestiche della Georgia, e propone una riflessione sul rapporto tra migrazione, lavoro di cura, diritti e produzione culturale. Attraverso le testimonianze delle lavoratrici coinvolte nel progetto e il dialogo con operatori culturali e rappresentanti della società civile, l’appuntamento esplora il ruolo delle pratiche artistiche come strumenti di espressione, empowerment e riconoscimento sociale.

L’iniziativa rappresenta anche un’occasione per presentare il percorso di Creative Compass Georgia, programma di residenze artistiche e cooperazione internazionale che favorisce l’incontro tra artisti, comunità e organizzazioni culturali della Georgia e della Campania.

GLI INCONTRI DEL FESTIVAL
Geografie contemporanee e Linguaggi in Movimento
A CURA DI BRUNELLA FUSCO

Il cartellone degli incontri di questa edizione si configura come uno spazio aperto di riflessione, un crocevia in cui le arti performative incontrano le grandi questioni del nostro tempo. Attraverso cinque appuntamenti interdisciplinari, il Festival esplora i concetti di mobilità, cooperazione internazionale e inclusione sociale, tracciando nuove rotte culturali che collegano l’Europa alle Americhe, alla Georgia e all’area SWANA.

Dalla riscoperta della memoria storica delle tournée teatrali fino alle sfide dell’educazione emotiva nell’era dell’intelligenza artificiale, ogni talk e tavola rotonda rappresenta un’occasione per abitare lo spazio pubblico e attivare le comunità. Un percorso corale e internazionale, impreziosito dalle prestigiose collaborazioni con le principali università del territorio e con istituti di cultura internazionali, per guardare al teatro e alla musica come strumenti vivi di cittadinanza, trasformazione e testimonianza civile.