REGIA GINA FERRI E FREDERICO ARAUJO
SELEZIONE MUSICALE E SUPPORTO TECNICO EMANUELE FERRI
ASSISTENTE ALLA REGIA MAURO DE SIMONE
CON MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI E PERSONE CON DISTURBI DA DIPENDENZA RESIDENTI A SALERNO
PRODUZIONE TRAVERSARTE APS
IN COLLABORAZIONE CON CENTRO DI SOLIDARIETÀ LA TENDA
IN PARTENARIATO CON RAPPRESENTANZA GENERALE DELLA COMUNITÀ FIAMMINGA E DELLA REGIONE DELLE FIANDRE IN ITALIA

Sala Pasolini (SA)
20 giugno, ore 21:00  

Durata 50 minuti 


Lo spettacolo mette al centro la possibilità dell'incontro umano attraverso il teatro. In scena, minori stranieri non accompagnati e persone che vivono situazioni di dipendenza condividono frammenti di storie, gesti quotidiani, giochi e visioni poetiche nate dall'improvvisazione. 

Il lavoro non racconta il dolore come elemento dominante, ma sceglie di celebrare la presenza, la voce e la capacità di immaginare nuovi spazi di libertà. Oggetti comuni si trasformano in simboli, compagni di viaggio e strumenti narrativi, mentre il palco diventa un luogo protetto dove giocare, recitare e creare insieme.
Attraverso un linguaggio semplice, diretto e profondamente umano, lo spettacolo costruisce un'esperienza collettiva fatta di ascolto, leggerezza e condivisione, trasformando il teatro in un atto di resistenza e tenerezza.
È da una voce che nasce il coraggio è l'esito di un percorso laboratoriale nato dall'incontro con l'associazione Traversarte e l'associazione La Tenda Centro di Solidarietà per il progetto Quartieri di Vita. 


NOTE DI REGIA
 

Questo spettacolo nasce da un processo di creazione condivisa, in cui la scena è stata costruita insieme agli attori attraverso improvvisazioni, ascolto reciproco e gioco teatrale. Il punto di partenza è stato il significato stesso del verbo "to play" e del verbo "jouer": recitare e giocare coincidono, ricordandoci che il teatro è prima di tutto uno spazio di libertà. Non abbiamo cercato una rappresentazione realistica del disagio né una narrazione costruita sul trauma. L'obiettivo era creare un luogo in cui ogni partecipante potesse sentirsi accolto e libero di esprimersi attraverso il corpo, la voce e l'immaginazione. Gli oggetti quotidiani incontrati durante il lavoro sono diventati elementi scenici vivi: utensili domestici, materiali semplici e frammenti di realtà si sono trasformati, grazie all'improvvisazione, in paesaggi emotivi e narrativi. La scena si costruisce così nella verità del momento, nella relazione autentica tra i performer e nella capacità di trasformare il gioco in poesia. Il teatro, in questo percorso, diventa un gesto politico e umano: un atto di resistenza gentile che rivendica il diritto di ogni persona a creare, immaginare e condividere bellezza. 

Gina Ferri