(Duetto tragicomico)
CON EMILIANA BASSOLINO
Testi tratti da La vita è breve, eccetera di VERONICA RAIMOIl mare non bagna Napoli di ANNAMARIA ORTESE
ADATTAMENTO DRAMMATURGICO EMILIANA BASSOLINO E FRANCESCA ROMANA NASCÈ
REGIA CIRO PELLEGRINO
SCENE E COSTUMI CHRISTINA PSONI
PRODUZIONE MUDRA ARTI DELLO SPETTACOLO

Teatro Nuovo
22 giugno, ore 21:00

Debutto assoluto

Durata 50 minuti

 

Una donna del terzo millennio nel cuore alternativo della capitale – la vecchia borgata pasoliniana – tenta di vincere l’immobilismo che le impedisce di inseguire il suo desiderio di scrivere, prestando servizi di cortesia a una vedova del condominio in cui vive, fino a spingersi al limite di un rapporto di schiavitù.
In una tensione crescente dai toni umoristici prende corpo il personaggio di Anastasia nella Napoli borghese di Monte di Dio dei primi anni ‘50. Anche qui, una donna lotta per far emergere il proprio desiderio imprigionato nel rapporto con un’altra figura femminile: la madre.

Lo spettacolo intreccia e mette in dialogo temi e personaggi tratti da due racconti ispirati rispettivamente dalla narrativa contemporanea e postbellica, dove le figure femminili esplorate prendono vita da autrici molto diverse tra loro per linguaggio, contesto storico e universo culturale e, al contempo, accomunate da una medesima tensione esistenziale. Le due protagoniste, malgrado le distanze temporali e sociali che le separano, sono entrambe impegnate in una lotta intestina per affermarsi, per riconoscere una propria individualità nel giogo delle relazioni e dei ruoli assegnati. Il desiderio di emancipazione si scontra continuamente con dinamiche di dipendenza e asservimento: esplicitamente nel rapporto tra Anastasia e la madre, più sottilmente nel legame servile che unisce la protagonista contemporanea alla vedova del condominio.
C’è una disperazione che si esprime con un linguaggio che transita dall’ironia al dramma, in una continua deriva verso il grottesco. Due epoche, due città e due donne si rispecchiano così in un medesimo conflitto interiore, dove il bisogno di appartenenza e la ricerca di libertà finiscono continuamente per scontrarsi.

NOTE DI REGIA
Il desiderio intimo, vitale, creativo che accende e sconquassa un’esistenza nella ricerca di una disperata via d’uscita; l’universo femminile che, in questa ricerca, lotta con il meccanismo dell’autocensura rifugiandosi in legami ancestrali con un materno matrigno che, al tempo stesso, protegge e punisce, dà riparo e immobilizza. Questi i fili di una trama comune che ho distinto nei due racconti di narrativa contemporanea (Veronica Raimo) e non (Annamaria Ortese). L’ambientazione di entrambe le storie è una stanza da letto, al tempo stesso spazio di libertà e gabbia. Nella tensione costante tra desiderio e rinuncia, libertà e schiavitù, il racconto assume i tratti di una rêverie, che sconfina in alcuni momenti in un’immaginazione delirante, troncata bruscamente dall’irruzione di voci, apparizioni di figure familiari e del microcosmo circostante. La tensione tra il sogno e la realtà raggiunge il suo apice sulla soglia di una porta… È in gioco l’identità declinata all’interno delle relazioni intime e dell’appartenenza sociale.

Ciro Pellegrino