Concerto-spettacolo a lei dedicato
CON
CRISTINA DONADIO – voce recitante
MARIO CRISPI – fiati etnici
GIOVANNI SENECA – chitarra classica, chitarra battente
FRANCESCO SAVORETTI – percussioni
ROBERTO TRENCA – plettri
ADATTAMENTO E REGIA GIGI DI LUCA
PRODUZIONE LA BAZZARRA
Sala Assoli
25 giugno, ore 21:00
Durata 1 ora e 15 minuti
Debutto assoluto
Appassionata è un concerto in forma di reading che intreccia teatro, musica e poesia in un percorso scenico dedicato all’universo femminile del Mediterraneo. La donna, al centro della narrazione, diventa simbolo di molte esistenze: creatura antica e contemporanea, fragile e invincibile, custode di dolore e rinascita. Attraverso di lei prende forma un racconto collettivo che evoca il destino di donne sospese tra partenze e ritorni, radici e trasformazioni, silenzi e rivoluzioni interiori.
Lo spettacolo costruisce un dialogo continuo tra parola e suono, dove la dimensione poetica si fonde con quella musicale in una scrittura scenica intensa e immersiva. Il Mediterraneo emerge come luogo dell’anima prima ancora che spazio geografico: mutevole, profondo, luminoso e ferito. In questo orizzonte simbolico, la donna diventa incarnazione di resilienza e desiderio, presenza eterna che, pur spezzata dalle violenze della storia e dall’avidità dell’uomo, riesce sempre a ritrovarsi, a ricomporsi, a rinascere come sabbia dopo la tempesta.
L’interpretazione di Cristina Donadio accompagna lo spettatore lungo questo itinerario umano e poetico. La sua presenza scenica attraversa differenti identità femminili, dando voce a donne diverse ma unite dalla stessa tensione verso la dignità e la sopravvivenza. Ogni testo viene affrontato come una confessione necessaria, capace di parlare direttamente al presente e di interrogare lo spettatore su temi che restano drammaticamente attuali: la violenza, la guerra, il dominio, le maternità negate, l’emarginazione, il desiderio di libertà.
Appassionata è un’esperienza collettiva di ascolto e riconoscimento. Un attraversamento poetico che invita il pubblico a confrontarsi con la memoria culturale del Sud e con la sua straordinaria capacità di trasformare il dolore in bellezza, il canto in resistenza, la fragilità in forza vitale.
È un canto nomade e necessario, capace di parlare a ogni generazione attraverso la forza universale della poesia, della musica e della memoria.


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