concept Loredana Putignani
video sound performed Youssef Tayamoun
Chiesa della Misericordiella ai Vergini
9, 10 2018 luglio
durata 45 min
Sono previste tre repliche al giorno alle ore 21.00, 21.45, 22.30, con accesso per un numero massimo di 15 persone per ciascun appuntamento.
V I S I O N I M I G R A N T I
Approda al Napoli Teatro Festival dopo il Ric e la Biennale di Venezia V I S I O N I M I G R A N T I
Un osservatorio che tocca i temi della sperimentazione teatrale in contatto con particolari strati del sociale, anche extra-europeo. Un’esperienza pluriennale sul campo, che ha creato una antologia video sull’interrelazione teatrale e performativa vissuta con Rom, Nigeriane, Kurdi. I documenti visivi, montati da Youssef Tayamoun, ripercorrono le tappe di un viaggio teatrale-umano svolto in Italia nell’arco di un decennio, in tempi in cui la questione Migranti era fuori dalla mercificazione culturale.
Attraverso i filmati, le sequenze di uno scavo sulle radici comuni con lo ‘straniero.’
H O L Z W E G E S E N T I E R I I N T E R R O T T I
Schegge visive di un lavoro performativo vissuto con l’altro da noi, in anni in cui in Italia il rapporto tra Migranti e la cultura dell’Occidente, era ancora in uno stato sommerso.
Gli atti performativi ricomposti site-specific, vengono riattivati dalla presenza del performer Tuareg, che mette in campo una dimensione sperimentata nel silenzio, nel digiuno e nello Zhikir, fuori da logiche rappresentative. Relazioni sotterranee, nonostante il velo di cenere che ombra gli stranieri esclusi. Dis-Sepolti come gli ex voto di Yves Klein, riemersi per caso; in cui trapela resistente un nucleo venuto da tempi remoti, carico di una disperata speranza. La sostanza di un’azione che ritorna, come un pozzo scavato con un ago.
Una donatrice di scintille
‘il bisogno dell’artista di debordare dai codici dati; tanto più in quanto tale atteggiamento, in primis umano, ha portato il suo amore dell’essenzialità a interagire anche con artisti africani, con rom e donne migranti, essendone orientata a sviluppi espressivi sul piano stesso del cinema. Colpisce, quindi, come il rigore della sua ricerca formale abbia incontrato la differenza individuale e sociale: quale entità di passaggio a un Mediterraneo non solo “nostro”. Su questa base chi scrive ha adottato il precedente titolo, essendo Loredana Putignani definibile riassuntivamente come una fabbricatrice di scintille, di incandescenze fertili anche per il lavoro altrui. Perciò Leo (de Berardinis), forse, le assegnò il ruolo del commendatore nel suo Don Giovanni mozartiano: dovette percepirla come un’entità in rapporto con risorse ulteriori.’ Claudio Meldolesi


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