Ph Salvatore Pastore

ideazione e interpretazione Thierry Collet
regia Éric Didry
scenografia Élise Capdenat
disegno luci Sylvie Garot
assistita da Luc Jenny
ideazione suono Manuel Coursin
direttore di scena e costruttore Patrick Muzard
costruttore magico Christian Cécile
collaboratore artistico e tecnico Rémy Berthier
collaboratrice allo sviluppo del progetto Clara Rousseau
consulente coreografica Nathalie Pernette
tecnico suono e luci in tournée Yann Struillou
assistenti maghi Andrea Redavid e Dylan Foldrin
traduzione Andrea Redavid
amministratore Antoine Derlon
Distribuzione e direttore di produzione Julie Fourmond
ufficio stampa Agence Plan Bey con Dorothée Duplan e Flore Guiraud
assistiti da Louise Dubreuil
Produttore delegato Compagnie Le Phalène
co-produzione e supporto La Comète, national stage of Châlons-en-Champagne – La Villette – Paris, Le Forum, stage conventionnée du Blanc Mesnil, The Théâtre des Bergeries de Noisy-le-Sec, col sostegno di/ with the support of the Conseil Départemental de Seine-Saint-Denis – Le Théâtre Firmin-Gémier/La Piscine de Châtenay-Malabry – La Méridienne, Scène conventionnée de Lunéville. Il progetto ha ricevuto il Production Grant for the circus arts (2016) – Direction Générale de la Création Artistique / Ministère de la Culture et de la Communication. Partners: The Le Phalène company ha un accordo con/has an agreement with the Île-de-France Regional Cultural Affairs Department. Thierry Collet è un artista associato con la Comète, Scène Nationale de Châlons-en-Champagne and the Maison de la culture d’Amiens. www.thierrycollet.fr

Galleria Toledo
14, 15 giugno 2018 ore 20.00
durata 1 ora e 15 min
lo spettacolo è suggerito a un pubblico di età superiore a 16 anni

«Ho cominciato a fare magie a 7 anni, l’età della ragione, come si dice. Ed ho subito capito che lo avrei fatto per tutta la vita. Oggi ne ho 50 e sono un mago di professione. Nel corso di questo spettacolo vorrei evocare i momenti importanti in cui la pratica dell’illusionismo si lega alla mia storia intima, indagare ciò che mi qualifica come mago e ciò che mi definisce come essere umano».
Attraverso questa nuova creazione, Thierry Collet mescola racconti di vita e trucchi di magia per evocare il mondo interiore del prestigiatore. Invita gli spettatori a un incontro molto personale, svelando loro la sua passione per la magia, esponendo il percorso iniziatico che lo ha portato a farne un mestiere. Thierry ritorna sulle esperienze fondatrici e le “grandi illusioni” che hanno costellato il suo percorso, l’ossessione di una pratica gestuale e corporale esigente basata sulla sfida, il desiderio di confrontarsi costantemente con l’impossibile, il gusto per il segreto e la menzogna, il bisogno di costruire un mistero per il proprio pubblico. Essere prestigiatori è un mestiere, ma è prima di tutto uno stato dell’essere, una percezione particolare delle cose, un interesse per i difetti, le anomalie…
Negli spettacoli precedenti, Thierry aveva un atteggiamento volontariamente pedagogico. La magia era allora al servizio di una tematica, di uno scopo. Conduceva gli spettatori ad interrogarsi sulle manipolazioni in atto nella nostra società attivando il loro senso critico.
Questo nuovo spettacolo propone invece un’altra prospettiva, più sensibile e intima: trasmettere e condividere il particolare sguardo del prestigiatore sul mondo e su se stesso. Lo spettacolo racconta il periodo di apprendimento negli anni ’80 e ’90. Thierry racconta i primi congressi di magia, la scoperta di questo ambiente molto maschilista e machista – le rare donne presenti sono le mogli che vengono tagliate a pezzi – evoca la trasmissione dei segreti – che si vendono o si rubano – e la necessità di esercizi costanti. Dopo molti spettacoli di mentalismo, Thierry approda a una magia incentrata sull’abilità, l’impegno del corpo e del gesto, la gestione di una situazione di pericolo.