REGIA/DIRECTED BY OMAR ABUSAADA
TESTO/WRITTEN BY MOHAMMAD AL ATTAR
CON/WITH AMAL OMRAN, MOHAMMAD ALARASHI, NANDA MOHAMMAD, FATINA LAILA, MOUIAD ROUMIEH, MOHAMAD AL REFAI
SCENE/SET DESIGN BISSANE AL CHARIF
LUCI/LIGHT DESIGN HASAN ALBALKHI
VIDEO REEM AL GHAZZI
MUSICA/MUSIC SAMER SAEM ELDAHR (HELLO PSYCHALEPPO)
PRODUZIONE/PRODUCTION FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL – NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA, LES BANCS PUBLICS – FRICHE LA BELLE DE MAI (MARSEILLE), FESTIVAL D’AVIGNON, AFAC (ARAB FUND FOR ART AND CULTURE), ZÜRCHER THEATER SPEKTAKEL, ONASSIS CULTURAL CENTER (ATHENS), VOORUIT (GENT), LA BATIE – FESTIVAL DE GENÈVE, FESTIVAL D’AUTOMNE À PARIS
CON IL SOSTEGNO DI/WITH THE SUPPORT OF LA CRIÉE MARSEILLE, LE TARMAC PARIS
date/dates 26, 27 giugno/june h 21.00
luogo/venue teatro bellini
durata/running time 1h 30min
lingua/language arabo con sottotitoli in italiano/arabic with subtitles in italian
paese/country siria/syria
Omar Abusaada è un giovane regista siriano che in questi ultimi anni è stato ospitato nei più interessanti festival internazionali. Per la prima volta in Italia, Abusaada propone un lavoro sulla situazione del suo paese.
Brutalmente picchiato dopo aver attraversato uno dei numerosi check points che frazionano Damasco (Siria), Taim viene accolto in ospedale privo di conoscenza. I medici informano la famiglia che si trova a confrontarsi con una situazione drammatica: dopo aver superato la tragica morte del padre e lo scandalo che ne è conseguito, la famiglia sembra incapace di affrontare lo stato comatoso del figlio. Dal suo sonno profondo, il giovane osserva tutti i parenti che si recano a fargli visita e, mescolando la loro voce con la propria, racconta la storia dei cambiamenti che ha subito la sua vita e il suo paese. Per costruire questo lavoro sull’onnipresenza dell’assenza, Omar Abusaada ha incontrato famiglie che vivono il dramma del coma e medici che se ne prendono cura. Insieme all’autore Mohammad Al Attar, il regista ha immaginato un racconto che incrocia diversi livelli di coscienza. Lo stato comatoso del protagonista diventa così metafora dello stato in cui si trova il suo paese «né vivo né morto, ma in una zona grigia di speranza e disperazione».
Dopo aver terminato gli studi all’Istituto Superiore di Arte Drammatica di Damasco, Abusaada inizia ad interessarsi alla regia teatrale in una prospettiva politicamente e socialmente impegnata. Nel 2002 fonda il Studio Théâtre e mette in scena diversi spettacoli tra cui Forgiveness, un lavoro di improvvisazione con un gruppo di detenuti di una prigione per minatori. Per anni ha viaggiato nelle zone più sperdute di Siria, Egitto e Yemen portando i suoi spettacoli in piccoli paesi e utilizzando il teatro come strumento di dialogo con gli abitanti, talvolta invitati a unirsi agli attori sulla scena. Da allora, firma spettacoli che introducono nel teatro siriano nuove pratiche come la scrittura contemporanea o il documentario.


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