CON FABIO BUSSOTTI, ELIA SCHILTON, LUCIANO VIRGILIO, PATRIZIA ZAPPA MULAS
SCENE FRANCESCO ZITO
COSTUMI VIRGINIA GENTILI
PRODUZIONE TEATRO DI ROMA
DATE 24, 25 GIUGNO (ORE 19.30)
LUOGO TEATRO NUOVO
DURATA 1H 40MIN
LINGUA ITALIANO
Teheran, novembre 2004. Ameneh Bahrami ha ventisei anni e studia ingegneria elettronica. Majid Mohavedi si innamora di lei e la chiede in moglie. Lei rifiuta, lui le lancia una bottiglia di acido solforico sul viso, sfigurandola e rendendola cieca. Una storia che ha fatto il giro del mondo. Contrariamente a tante vittime, Ameneh decide di appellarsi alla Shari’a, la legge islamica, e ottiene, alla fine di un lungo processo, il diritto di versare negli occhi di Majid quaranta gocce di acido solforico: è la legge del taglione, occhio per occhio, alla lettera in questo caso. Una norma arcaica che acquista un significato dirompente in un regime che chiude un occhio sulla pratica tribale dell’acidificazione che è tornata in uso dopo la Rivoluzione Islamica. E soprattutto in una giurisdizione nella quale una donna vale la metà di un uomo: grazie ad Ameneh il valore del corpo femminile è sancito da Dio, e il lancio dell’acido diventa un reato a tutti gli effetti. L’opinione pubblica occidentale esulta, fino al momento in cui Ameneh annuncia la sua decisione di non perdonare Majid: solo la parte lesa, infatti, ha diritto di graziare un condannato e di eseguire la sentenza. E qui la coscienza occidentale va in crisi.
Chiudi gli occhi ricostruisce questa storia attraverso lo sguardo di quell’Europa civile e generosa che si misura con la propria coscienza e con l’incubo della violenza tra i sessi. A Barcellona, dove Ameneh si è trasferita per curarsi, i tre responsabili dell’Associazione contro le pene corporali che l’hanno finora sostenuta, si trovano all’improvviso uno contro l’altro. È il 14 maggio 2011, il giorno in cui Ameneh è stata convocata a Teheran per eseguire la sentenza. Ma l’ombra della vittima che diventa carnefice si allunga su di loro e fa esplodere contrasti a lungo covati. La fede civile si mescola alle private infedeltà, il tradimento politico al gioco degli affetti. Amore, amicizia, valori comuni si rivelano pervasi di competizione, di razzismo, ma anche di ridicole debolezze personali. In una corsa contro il tempo alla Hitchcock per fermare l’esecuzione.


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