di Adonis
traduzione e adattamento Francesca Corrao
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testo commissionato dal Napoli Teatro Festival Italia
«Napoli è per il poeta una città speciale, tanto da avergli ispirato un lungo poema già in occasione di un primo soggiorno; è il luogo dove torna più volentieri, perché è la città che meglio incarna la sua utopia di una nuova civiltà del meticciato. Per Adonis Napoli è la città del Mediterraneo che meglio ha saputo accogliere le altre culture, conservandone i segni della presenza grazie a una crescita a vari strati, le cui tracce sono sempre visibili.
In questa nuova opera il poeta fa un ulteriore passo avanti; in tale processo di ricongiungimento delle culture delle diverse sponde del Mediterraneo dà voce agli autori italiani che più ama, ma non per trasmetterne il pensiero quanto piuttosto per affrontare con loro le questioni che lo assillano. Adonis torna a violare le regole dell’unità dello spazio e del tempo per elaborare l’utopia di un discorso teso ad esaltare i valori comuni. […]
Napoli insegna che la forza di guardare in faccia la morte, senza celarla, aiuta a trovare risposte ai conflitti ingenerati dall’incontro tra le diversità, nel susseguirsi delle dinastie e dei popoli. Si permette alla morte di glorificare la vita, e così accettando la prima si vive un perenne rinnovamento». Francesca Corrao


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