Al Napoli Teatro Festival tornano come spettacolo teatrale le “guarattelle”, un simpatico spettacolo teatrale fatto dal maestro ed erede di tale arte a Napoli, Bruno Leone per la regia di Anna Leone, che con il maestro è intervenuta sul canovaccio dello spettacolo, fatto a Villa Pignatelli di Napoli.
Gurattella è il termine che proviene dalla flessione dialettale della parola “burattino”. Nella tradizione il burattino è composto da testa e mani di legno fissate ad un camiciotto sopra il quale viene posto il vestito vero e proprio. L’animatore per muoverlo lo inguanta dandogli vita. Il termine burattino sta genericamente ad indicare anche tutti gli oggetti animati ‘da sotto’, dove l’animatore è nascosto. Lo spettacolo dei burattini è generalmente rappresentato all’interno di un teatrino di legno, detto castelletto o baracca. La parola burattino deriva da “buratto”, una stoffa grezza e resistente, usata per abburattare la farina al fine di separarla dalla crusca. Dal XIV secolo il termine viene usato anche per indicare la veste dei personaggi dalla testa di legno ed in seguito per gli stessi fantocci. Di tale arte si ha notizia già nel Medioevo ed è stata un’arte molto diffusa nel Meridione, soprattutto a Napoli, arte che è quasi scomparsa dagli anni ’70. Non esistono veri testi di tali spettacoli ma piuttosto canovacci. Personaggio onnipresente in tale opera è Pulcinella, presente in tutte le tradizioni mondiali seppur apparendo con nomi diversi (in Inghilterra è presente per esempio col nome di Mr. Punch). Questi spettacoli rappresentavano la realtà e denunciavano spesso con ironia i mali sociali.
Ultimo guarattellaro avrebbe dovuto essere Nunzio Zampella fino a quando Bruno Leone ne fa la conoscenza, ne apprende l’arte e diviene guarattellaro portando tale arte in tutto il mondo e creando laboratori di gurattelle in tutto il globo così che tale arte non muoia.
Con lo spettacolo Pulchi Shake and Speare Bruno Leone porta simpaticamente alcuni drammi di Shakespeare attraverso burattini e marionette. Lo spettacolo inizia con Leone vestito da Pulcinella che su un tavolo con degli scacchi mette in scena Macbeth, con personaggi che dicono di provenire dalle zone vesuviane.
Entrato poi nel teatro Leone mette in scena l’Amleto interpretato addirittura da Pulcinella affermando che “essere o non essere non è un problema”, dopo aver ucciso il cattivo di turno.
E’ la volta poi di Romeo (Pulcinella burattino) e Giulietta (una marionetta), mentre il padre di Giulietta è lo stesso guarattellaro, invece Tebaldo è un pupo siciliano. Si prosegue poi con l’opera di Otello con un burattino Iago che ricorda molto Totò nel film “Che cosa sono le nuvole?” di Pasolini. In scena va poi il Riccardo III che uccide Iago tagliando la sua testa in due. Quando Riccardo III si addormenta appaiono in scena tutti i personaggi delle opere precedenti, sino a combattere con la morte stessa. Lo spettacolo viene infine interrotto da una guarattella che interpreta Shakespeare che scaccia la morte e dichiara lo spettacolo una vera catastrofe. E allora il guarattellaro lancia la sua morale della favola affermando che : “dove c’è una catastrofe c’è sempre una via di uscita”.
Prendono poi gli applausi tutti i burattini che appaiono man mano in scena mentre un musicista canta la canzone di Modugno “Che cosa sono le nuvole?”.
Il pubblico a molto apprezzato tale spettacolo e si è divertito come fanno i bambini e di sicuro lo stesso Shakespeare avrebbe apprezzato tale operazione che porta le sue opere anche ad un pubblico più popolare e di bambini.
Enrico Morabito


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