Si può commettere un crimine senza che venga realmente riconosciuto come tale? Possiamo essere al contempo vittime e carnefici senza esserne consapevoli?
La commedia teatrale Money, presentata al Napoli Teatro Festival per la regia di Francoise Bloch, apre la mente a tutti questi interrogativi e lo fa in modo diretto, mettendo in scena una scrittura vicina al linguaggio documentaristico che scardina e demolisce il sistema finanziario e quello bancario del quale siamo costantemente vittime inconsapevoli.
“Un giorno di primavera, un giorno luminoso sono entrato in una banca dai colori vivaci”
Un uomo in scena racconta il giorno in cui ha deciso di investire 50,000 euro in azioni societarie, un uomo come chiunque altro, che decide di investire i propri risparmi e lo fa ignorando che da quel momento in poi il suo destino non dipende più da se stesso ma da “ un altro uomo che in un paese lontano sta speculando sul suo tasso di cambio”. Investiamo il nostro denaro in azioni societarie, aspettiamo che queste possano fruttare un minimo per garantire a noi stessi la sicurezza e l’avvenire di cui abbiamo bisogno ignorando completamente dove i nostri soldi vadano a finire. Ne è l’esempio La Shell, racconta uno dei protagonisti, tra le società petrolifere più importanti al mondo che nel 2008 favorisce l’inquinamento delle acque in Nigeria, annientando per sempre la possibilità di pesca e coltivazione degli abitati dei villaggi. Non è forse questo un crimine? Un crimine contro l’umanità stessa di cui noi possiamo essere fautori nel momento in cui investiamo, depositiamo e affidiamo il nostro denaro alle banche.
La drammaturgia collettiva di Bosh prodotta Zoo Théâtre di Bruxelles riesce indubbiamente ad essere di grande impatto, decodifica il linguaggio bancario, ne analizza il vocabolario. Parole come progetto, vantaggi, denaro, stato, fondi etici, sicurezza sono le parole utilizzate, le parole che devono convincervi, il linguaggio che ne viene fuori è creativo, ritmico e tiene costantemente viva l’attenzione dello spettatore. Questo senza alcun dubbio grazie anche alla capacità performativa di Benoit Piret, Aude Ruyter, Damien Trapletti e Jerôme de Falloise. Quest’ultimo vince il Premio della Critica 2014 come miglior attore. Bloch restituisce, con grande maestria e leggerezza, la verità sul “ sistema” finanziario mondiale lasciando spazio a noi stessi per riflettere sulla libertà che ogni individuo ha dimenticato di avere.
Maria Vastola


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