La quotidianità porta spesso all’appiattimento e ad una forma accettazione di mediocri status quo. Capita a volte, però, di potersi soffermare su episodi straordinari come quello di ieri sera al Teatro Nuovo di Napoli che Francesco Di Leva, il presidente del Nest – Napoli Est Teatro -, ha definito : “Un piccolo miracolo”. La storia è semplice. Sono le 20 e 30 circa. Siamo al Teatro Nuovo ed è appena terminato lo spettacolo di apertura del Napoli Teatro Festival: “Aspettando il Tempo che Passa” con la regia di Emanuela Giordano.
Gli attori, tra cui anche i ragazzi dell’Istituto Penitenziario Minorile di Airola , si siedono e cominciano a comunicare con la platea. Esprimono tutte le loro ansie, le paure, le difficoltà continue nel confrontarsi con il mondo esterno. Ne nasce un dibattito sincero e poi, per caso, arriva l’imprevedibile. Francesco Di Leva interviene e lancia una provocazione – sincera e non personale- esortando il teatro nazionale ed internazionale a fare qualcosa per questi ragazzi senza dimenticarsi di loro subito dopo averli applauditi sulla scena.
E a quel punto il direttore artistico del Napoli Teatro Festival Italia, Franco Dragone, accetta l’invito e offre immediatamente un’opportunità a uno degli attori protagonisti. E’ Daniele Basilice, uscito da pochi mesi dal carcere di Airola, a lui un lavoro nel Napoli Teatro Festival e la possibilità concreta di inserirsi nel mondo del lavoro grazie all’iniziativa della Fondazione Pol.i.s. che gli ha offerto uno stipendio mensile per lavorare, dopo il festival, per un intero anno presso il Nest sotto l’ala dello stesso Di Leva.
«Non si sa che cosa Daniele potrà fare alla fine di questo anno – ha detto Di Leva -, se vorrà continuare come tecnico luci o come attore… ma almeno avrà avuto una possibilità per capirlo». La speranza è che questa storia faccia breccia nel mondo della cultura e anche tra i ragazzi che, molte volte, quando chiamati in causa per progetti all’esterno delle mura del carcere, rifiutano disillusi e convinti che nulla servirà a cambiare la loro condizione.
Piccole storie come questa possono essere un punto di riferimento per tutti, facendo figurare orizzonti di altri mondi possibili se ricercati con impegno e passione.
L’episodio di ieri è parte di una favola che il Napoli Teatro Festival Italia contribuirà a scrivere.
La strada è stata tracciata ed è un giusto connubio tra cultura e integrazione.
Il Napoli Teatro Festival Italia è appena iniziato.
La sua magia continua.


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