Malacqua: la vita che scorre nella pioggia – Lo spettacolo Malacqua del regista Armando Pugliese si configura come una trasposizione dell’omonima opera letteraria edita nel 1977 dal fratello Nicola Pugliese. Di essa si ripropone in drammaturgia l’essenza poetica.

In Malacqua si narrano le vite di persone che paiono scivolare via come la stessa pioggia, un parallelo che dalla dimensione metaforica sembra giungere pian piano, proprio come una pioggia che scroscia sul terreno dal cielo, al piano ontologico. E, ugualmente al testo letterario, il finale resta aperto come se volesse riproporre l’idea per cui la soluzione che scioglie i dubbi, la verità unica nella molteplicità della realtà quotidiana è ideale perfezione che va a scontrarsi dicotomicamente con la frantumazione del reale. È l’idea del panta rei, del tutto scorre, e dell’inclinazione umana ad attribuire schemi causali ad eventi casuali; ma al tempo stesso la Natura ha una sua logica arcana per l’uomo. Ecco l’indeterminatezza che permea l’opera, sia drammaturgica che letteraria.

Il romanzo Malacqua ha un sottotitolo, Quattro giorni di pioggia nella città di Napoli in attesa che si verifichi un Accadimento straordinario, ed intorno a ciò ruota la trama dell’opera teatrale. Lo spettacolo si apre, infatti, prima ancora che con l’entrata in scena dei personaggi, con una pioggia, una pioggia che al tempo stesso è fonte di incertezze e di speranze, una pioggia che diviene essa stessa simbolo dell’attesa di un avvenimento particolare, non si sa quale esso sia, non si sa come né quando di preciso accadrà, ma si ha la certezza che quel qualcosa accadrà.

Malacqua è un’espressione tipica del repertorio linguistico napoletano: nel suo senso concreto indica il mal tempo, nel suo senso metaforico la presenza di una situazione incerta e preoccupante. Sia il romanzo che lo spettacolo le contengono entrambe e contemporaneamente. Ed il rapporto tra evento casuale ed accadimento causale si evince nello sciogliersi dell’azione scenica, così come viene ripreso quel tema stilistico del realismo magico che pare intravedersi all’interno del romanzo.

L’idea del tutto scorre si palesa attraverso la scenografia: essa è costituita da un tulle “bagnato” di pioggia che scroscia, per mezzo di un artificio scenico, su di esso; le atmosfere diventano indefinite e vaghe, come a dare un carattere ed un senso universale alla vicenda e, se gli uomini si fanno protagonisti dell’azione scenica con i loro sentimenti e le loro speranze, la scenografia prende a vivere con essi, divenendo un personaggio surreale di cui i primi percepiscono inconsciamente l’essenza ma non l’entità materiale.

Le musiche vanno a sottolineare il carattere precipuo dei dialoghi, così come dei silenzi, e della pioggia, metafora psicologica, in Malacqua, del dolore umano, delle sue lacrime e di paventata speranza.

 

Roberta Attanasio

Salvatore Di Marzo