Giovani compagnie capaci sono quelle inserite nell’E45 Napoli Fringe Festival, rassegna parallela al Napoli Teatro Festival Italia. Tra queste, I Becchi che presentano lo spettacolo a episodi “Tutto fa Brodo” in anteprima nazionale al Teatro Mercadante di Napoli il 15 e 16 giugno.

Tutto inizia con la nascita dell’uomo, il “primo” uomo, e da subito il suo rapporto col cibo, controverso, con la mela proibita, ma questa volta, al posto del serpente, troviamo un macellaio… Meglio la mela o un panino con la mortadella? Da qui si intuisce immediatamente l’intero svolgersi dello spettacolo, che andrà a concludere il suo ciclo, stavolta, con la morte di un uomo, anche questa volta per un controverso, surreale, insano, cattivo rapporto con il cibo.

L’uomo, il cibo, la fame: Tutto fa brodo – Una compagnia giovane, di quattro elementi, due donne e due uomini, alla loro prima creazione, che scelgono il Fringe per il debutto, ben fondendosi tra di loro nei vari ruoli, in uno spettacolo a “episodi”, dove la rappresentazione classica recitata si contrappone, a volte, e si fonde, altre volte, con la rappresentazione televisiva, con i classici disneyani ed i video ripresi da youtube, mischiando il sacro ed il profano, riuscendo ad inserire la U.S.S. Enterprise ed il suo capitano Spock in un dialogo, ancora una volta surreale, con un allevatore della Bassa. Altre volte si rivolge direttamente al pubblico in sala, integrandolo, coinvolgendolo, facendolo sentire parte dello spettacolo e, se lo spettacolo parla dei problemi del cibo, facendolo sentire parte del problema.

Allevamenti intensivi, animali torturati e uccisi, ma anche il diritto ad essere vegani spinto alle conseguenze più estreme, tutto lo spettacolo è un susseguirsi di messaggi, a volte diretti, altre volte trasversali, sull’uomo e la sua alimentazione. Troppo cibo sprecato, troppe risorse usate per sprecarlo, troppa alimentazione animale, troppo integralismo vegetale, i vari episodi dello spettacolo toccano tutte le sfumature del tema,  con qualche didascalia di tanto in tanto, più spesso con molta ironia, strappando risate genuine, specie nel finale.

E non meravigliatevi se, dopo aver applaudito alla bravura degli attori, uscirete dal teatro e vi accorgerete che quel languorino che avevate è scomparso, improvvisamente, lasciando il posto ad una sensazione strana, una sensazione di vuoto non colmabile semplicemente, questa volta, con il cibo.

Filomena Izzo