“Una donna che non sia stupida, presto o tardi, incontra un rottame umano e si prova a salvarlo. Qualche volta ci riesce. Ma una donna che non sia una stupida, presto o tardi, trova un uomo sano e lo riduce a rottame. Ci riesce sempre.”
Scriveva così, Cesare Pavese, il 3 agosto del 1937, nel suo Il mestiere di vivere, opera postuma, nonché autobiografia del grande scrittore, dopo essere stato, ingiustamente, arrestato nel 1935, per amore di una donna. Si tratta della “donna dalla voce rauca”, ovvero Tina Pizzardo, matematica italiana con la quale ebbe un tormentato rapporto sentimentale. Incriminante era stata una lettera dell’autore Altiero Spinelli, a lei indirizzata, ma ritrovata a casa di Pavese – dove il poeta, per un eccesso di amore, le permetteva di riceverle – accusato, pertanto, di antifascismo. Dopo il carcere, in seguito al processo, la condanna a tre anni di confino a Brancaleone Calabro.
Il regista Matteo Bellizzi con A Sud di Pavese, in un documentario di 56 minuti, nel 2015, a distanza di poco più di un secolo dalla nascita di Pavese, ripercorre tutte le tappe più significative della vita dell’autore. A descriverne le bellezze sono le frasi di Pavese stesso, in un viaggio letterario all’insegna dei luoghi simbolo di un immaginario poetico: dalle colline del Piemonte al confino calabrese, zone ricche di vita e di memoria, nei quali Pavese non ha potuto fare a meno di lasciare una significativa impronta. Bellizzi ne evidenzia l’eco, l’impermeabilità dell’aura poetica, ancora così forte nelle autentiche testimonianze di anziani che lo conobbero e hanno messo a disposizione i loro vivissimi ricordi -tra l’orgogliosa commozione e il luccichio di uno sguardo nostalgico e lontano nel tempo- per aver ospitato nella propria terra, uno dei più grandi autori italiani del ‘900.
“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.
Martina Barbieri


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