«Ma che città è questa?» è la frase che risuona nelle parole del protagonista dello spettacolo Malacqua, andato in scena il 17 e il 18 giugno al teatro Politeama di Napoli per la regia di Armando Pugliese e tratto dal romanzo omonimo di Nicola Pugliese.
Lo spettacolo racconta, così come recita il sottotitolo del libro, di quattro giornate di pioggia interminabile nella città di Napoli in attesa che si verifichi un accadimento straordinario. Nei quattro giorni, dal 23 al 26 ottobre, la nostra città e i suoi abitanti sono sconvolti dalle conseguenze che tutta quell’acqua comporta: crolli di strade, come quello in via Aniello Falcone, e sgombri di abitazioni. Protagonista della scena è Carlo Andreoli, interpretato da un bravissimo Antonio Grosso, un giovane giornalista, che come un narratore, ma anche come spettatore, riporta nei suoi pezzi ciò che vivono i personaggi sul palco durante i giorni di pioggia.
Le quattro giornate di Malacqua. Uno scrosciante tintinnio d’acqua è costante sulla scena, sia visivamente attraverso le proiezioni, sia attraverso le musiche, incalzanti, insistenti e anche opprimenti, per i personaggi e lo spettatore. La pioggia, che cade ininterrotta per quattro giorni sulla città e nelle vite dei personaggi, è veicolo per ciascuno di loro di flussi di coscienza, riflessioni, ma anche deliri, in riferimento a ciò che la loro vita è, e a come vorrebbero che fosse. La pioggia entra metaforicamente nelle loro teste come una goccia persistente che spinge i loro pensieri a venir fuori al pubblico.
Collegato alla incessante pioggia è il clima di attesa che caratterizza l’intero spettacolo: l’attesa che l’umidità delle case e delle anime di Napoli si asciughi in favore di questo accadimento straordinario che tutti aspettano e di cui tutti hanno sensazione, ma che di fatto non arriverà mai. È l’immobilità che caratterizza le diverse storie che si susseguono sul palco, poiché i personaggi si affannano nella ricerca di qualcosa che in realtà non troveranno e che alla fine dei quattro giorni di pioggia li riporterà esattamente allo stesso punto delle loro singole esistenze.
Protagonista di sfondo della rappresentazione è la città di Napoli con tutti i suoi abitanti, di cui si fa espressione massima il giovane Carlo con le sue domande che non hanno risposta. Sono proprio queste domande che rendono lo spettacolo estremamente attuale e moderno e che ci spinge, come non mai, alla lettura del testo che lo ha ispirato.
Maria Russo e Simona Pio


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