L’adattamento della commedia shakespeariana Le allegre comari di Windsor, in scena al Teatro Bellini di Napoli l’8 giugno, si propone come una pièce molto originale, nell’ambito del progetto Glob(e)al Theatre di Gabriele Russo.
Le uniche quattro “comari” sul palcoscenico si presentano, dal primo momento, più simili a delle casalinghe piccolo-borghesi dei nostri tempi che a delle gentildonne inglesi di epoca elisabettiana. La comare Page scopre di essere stata sedotta, insieme alla sua amica comare Ford, dal grottesco Falstaff, interessato solo al loro denaro. Scoperto l’inganno le due attuano un’ingegnosa vendetta ai danni del loro volgare (eppure desiderato) seduttore e la giovane Anne, figlia della comare Page, riesce nell’intento di coronare il suo sogno d’amore con Fenton, malgrado sua madre abbia cercato per lungo tempo di osteggiarla proponendole altri corteggiatori.
L’evoluzione narrativa, nello spettacolo diretto da Serena Sinigaglia, è affidata a un testo notevolmente ridotto e rielaborato rispetto all’originale di William Shakeaspeare.
Tra le comari spicca la figura della serva Quickly (Chiara Stoppa) che, con il suo linguaggio esplicito, rompe l’equilibrato scambio di battute velatamente ingiuriose che pronunciano le due comari protagoniste e conquista la scena con la sua ingombrante – eppure agile – fisicità. Accattivante la scelta di far interpretare la figura di Falstaff alla stessa Chiara Stoppa, senza che avvenga un cambio dei costumi di scena: tale circostanza, unita alla frenesia delle vicende che si svolgono sul palcoscenico, rendono però talvolta ostica l’immediata identificazione del personaggio.
Per ciò che concerne il sobrio allestimento scenico, risulta efficace l’idea di utilizzare la botola al centro del scena come un’enorme cesta dei panni sporchi nel momento in cui l’incontro amoroso tra Falstaff e la comare Ford viene interrotto dal marito di quest’ultima e il goffo amante è costretto a nascondersi. Originale, inoltre, la scelta registica di alternare le battute dei personaggi a pezzi verdiani cantati e suonati dal vivo.
A conclusione della commedia, l’adattamento del testo si allontana totalmente dalla drammaturgia shakespeariana e gli spettatori sono inaspettatamente invitati a istigare le due comari protagoniste contro il conteso seduttore, fino a infliggergli una morte grottesca e indignitosa.
Buona la prova delle attrici, tra le quali si distingue Annagaia Marchioro (comare Page) e si annovera anche una vera fisarmonicista (Giulia Bertasi) in un ruolo en travesti come da tradizione shakespeariana, ma alla rovescia.

Laura Cascio