C’è qualcosa che accade oltre i confini di una stanza, poco illuminata, decadente, che crolla nell’intonaco e nelle soffittature. In questo reale equilibrio precario si muovono 6 personaggi, 6 ballerini, 6 amici che prendono parte ad una festa dove ci si emoziona per un valzer, una poesia, una bellezza che si regge sul niente. Late Night, del collettivo ateniese Blitz Theatre Group andato in scena al Piccolo Bellini, è una incantevole pièce che, come in Nuit de l’enfer di Rimbaud, sa far avvenire  il disincanto per la storia dei nostri giorni e dell’Europa contemporanea, “Leshallucinationssontinnombrables. C’est bien ce quej’aitoujourseu : plus de foi en l’histoire, l’oublidesprincipes”. Una sorta di gabbia, l’inautenticità della visone contemporanea sull’umanità e un utilizzo dei linguaggi poetici e ironici del gruppo che sostiene e rappresenta un oblio contemporaneo laddove il collettivo ateniese riesce a trascendere la storicità.

Una visione assurda del tempo e un discorso che va avanti in una festa tra le macerie. Un discorso sulla storia come assunzione radicale della propria storicità ovvero della loro esperienza storica come passato e come presente in una determinazione estetica lynchiana come accumulazione d’esperienze visionarie e reali. Allora le parole si disgiungono in un gioco al microfono che valica la stanza, il perimetro del luogo ristretto all’interno del quale essi si muovono.

Un’Europa in rovina e un discorso sull’amore e sulla politica come costruzione sistematica dell’immagine di un mondo che è storia del suo accadere, di ciò che è stato e di ciò che è. Emotivamente illusorio e poeticamente storico, lo spettacolo Late Night rappresenta la paura di una sorta di nichilismo, che opera una delegittimazione del principio di realtà in una sorta di schizofrenia sociale dove a ciascuno viene negato il proprio valore esistenziale, qualcosa che i 6 personaggi riaffermano correndo e ridendo e sudando come priorità, esigenza, necessità. Una rilettura marxista della storia e dell’accaduto europeo in uno schema necessario e utile come comprensione dei fatti e come incontro di obiezioni.

 

Emiliana Chiarolanza