Nella Sala assoli è andata in scena la prima nazionale del nuovo spettacolo di Tonino Taiuti, un monologo scritto da Igor Esposito e del quale l’attore cura anche la regia.

Esposito ha già partecipato al Festival Benevento Città Spettacolo con il monologo Orphic Sun, interpretato da Taiuti. La collaborazione tra i due riesce molto bene anche stavolta con La vita dipinta, un immaginario dialogo con i grandi artisti del Novecento, una passeggiata nella storia dell’arte del ventesimo secolo.

Taiuti, in definitiva, interpreta un suo alter ego, un pittore, un po’ folle, innamorato dell’arte, il suo chiodo fisso, e che sente la necessità di narrarsi al pubblico, senza veli e senza compromessi.

Durante il suo viaggio, incontra i maestri del Surrealismo e del Dadaismo, da André Breton a Tristan Tzara, animatore del celebre Cabaret Voltaire di Zurigo, Andy Warhol, il biondo, Pablo Picasso, da lui ribattezzato il “nano andaluso”. Taiuti è accompagnato sul palco dalle musiche, che spaziano dal pop ai Beatles, alla canzone napoletana, e da spezzoni delle sue stesse registrazioni. Lo strumento più potente è proprio la sula voce, profonda e verace. Taiuti parla con i suoi interlocutori in napoletano, in francese, mastica un po’ di inglese, di spagnolo; intrattiene il pubblico raccontando aneddoti i cui protagonisti sono Marcel Duchamp, artisti e musicisti, quali Lou Reed, Mick Jagger, che proprio non gli sta simpatico, rivive l’incidente d’auto in cui morì Jackson Pollock.

Taiuti è un artista, un grande attore, che “ha bisogno di guardare le stelle tutte le notti, perché le stelle gli illuminano la mente e solo una mente illuminata può amare la pittura, l’arte” come fa lui, che porta con sé “la notte in tasca”. Con la sua presenza scenica celebra il potere dell’immaginazione, la vita di un artista che “vuole scassare l’arte” ed intrattiene piacevolmente il pubblico, che tributa a lui e all’autore del testo il giusto riconoscimento.

La produzione dello spettacolo è del Teatro Rossosimona, al progetto hanno collaborato l’attore napoletano Giovanni Ludeno, le scene sono di Luca Taiuti, i costumi di Sara Marino, il sound design di Marco Vidino, il direttore di produzione è Lindo Nudo.

 

Cristiana Russo
Master in Drammaturgia e cinematografia
Università degli Studi di Napoli Federico II