Debutto del Napoli Teatro Festival Italia in prima serata al Politeama il 15 Giugno 2016. Una piacevole sorpresa.

Kiss&Cry, opera del belga Jaco Van Dormael, al debutto in Italia, ha già superato le 300 repliche sui palcoscenici di tutta Europa.
Il regista e la consorte, Michèle Anne De Mey, coreografa di caratura internazionale, con la collaborazione del ballerino Gregory Grosjean, hanno portato in scena un esempio originale ed evocativo della loro poetica teatrale.
Al Politeama si è presentato il pubblico delle grandi occasioni, nonostante il titolo straniero desse l’idea di una piece lontana dalla logica creativa e culturale che esprime la nostra città; a performance finita, pur con qualche distinguo concettuale, i presenti hanno attribuito un largo consenso, con tanto di tentativo di standing ovation.

Ci si aspettava <<la solita storia d’amore>>… Ed in effetti così è stato: un amore solitario, un risultato di tutti gli errori che la protagonista ha vissuto lungo tutto l’arco della sua vita per poi perdersi nei bui della propria memoria. A dirla tutta, la storia d’amore narrata è fin troppo banale, vista, trita e ritrita. Ce ne sono di migliori. Era proprio questo, però, l’obiettivo dell’autore belga: non far focalizzare lo sguardo e la mente alla narrazione tout court.

È la modalità di racconto che trasforma questa storia in un vero e proprio capolavoro. Un capolavoro di tecnica, di azione, di regia, di scenografia, di concezione globale della messa in scena.
È Nanodance, una danza contemporanea, dove il particolare evoca il tutto. Una danza svolta, con il tatto; la mano, oggi vista come l’emblema della violenza e della prevaricazione, non come un ponte con cui costruire un microcosmo fatto di accenni, rimandi, carezze, dinieghi ed anche tanta solitudine.

Evocativo, ecco cos è Kiss&Cry: una danza sensuale continua lungo l’arco della vita, espressa esclusivamente tramite un unico senso, pronto però a sollecitare tutti gli altri.
Se cercate un modo evocativo di narrare una storia d’amore tramite uno dei 5 sensi, una storia d’amore collegata a stretto giro con i vuoti di memoria, con la propria solitudine e con la continua ricerca dell’assoluto, lo spettacolo potrebbe fare a caso vostro. Un microcosmo in miniatura, per un argomento infinito come il nostro cuore.

 

Davide Cestrone