19 dicembre 2014
Solo per gli iscritti alla newsletter: i primi 150 che manderanno una mail all’indirizzo prenota@nataleateatro.it avranno l’opportunità di assistere allo spettacolo MARE, AMORE… E DE PRETORE di Mariano Rigillo che si terrà al Teatro Mercadante il 29 e il 30 dicembre 2014 (ingresso valido per due persone)*.
Se sarai tra i primi 150, riceverai una mail con le modalità di ritiro dei biglietti.
Per informazioni chiamare il numero 081 5934001 dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18.
*Si prega di indicare nel testo della mail nome e cognome degli spettatori e la data di preferenza (29 o 30 dicembre).
TEATRO MERCADANTE 29 > 30 DICEMBRE 2014
MARE, AMORE… E DE PRETORE
di e con Mariano Rigillo
e con Anna Teresa Rossini
e la partecipazione di Maria Sbeglia
coordinamento artistico Norma Martelli
«Il 31 dicembre 2014 sarà l’ultimo giorno dei trenta anni trascorsi dalla scomparsa di Eduardo De Filippo ad oggi. Abbiamo pensato di salutarlo dedicandogli una serata speciale, introdotta e connotata da sue composizioni: L’ammore ched’è, ‘O mare e De Pretore Vincenzo. Nasce così Mare, Amore e… De Pretore!».
Spettacolo intenso e divertito che Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, insieme con Maria Sbeglia (pianoforte) e Riccardo Zamuner (violino) conducono sul delicato filo di una memoria che da letteraria e musicale diventa di volta in volta memoria di vita ed esplorazione di sentimenti.
«Sospinta dai versi dell’interrogativo eduardiano “scusate, sapite l’ammore ched’è?” dopo l’incontro, avvenuto in un salotto degli anni ‘30, tra Aldo Palazzeschi e l’annoiata aristocratica contessa Pizzardini Ba, corre da Diderot a Prévert, a Lerici, attraversa i mari di Eduardo, Montale o García Lorca e, incrociando tra Scilla e Cariddi la mitologica sensualità della Ciccina Circè di Stefano d’Arrigo, ci porta fino al monito di conoscenza dell’Ulisse di Dante, all’ironia sulla coppia di Benni, e all’amara ingenuità di De Pretore Vincenzo, che in un letto d’ospedale sogna il suo arrivo in Paradiso e l’incontro con San Giuseppe prima e Nostro Signore poi.
Un vortice dolce ed emozionante, che ci accompagna ad un leggero, ironico e sorridente incontro con noi stessi».


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