Franco Battiato riempie piazza Plebiscito con oltre trentamila persone. La sua musica inaugura il Napoli Teatro Festival con un concerto gratuito. Il pubblico era vario, da giovani a meno giovani che in piazza hanno ballato sulle sue canzoni, come ad esempio sulle note di  “CuccurucucùPaloma”, quando la piazza si è trasformata in una discoteca a cielo aperto. Un pubblico così vasto per età ed entusiasmo non si vedeva a piazza Plebiscito dagli anni del celebre Festivalbar del Patron Salvetti (l’ultimo ci fu nel 1997). Ma Salvetti riusciva a riempire la piazza con uno spettacolo gratuito fatto di tanti artisti nazionali e stranieri e unendo ammiratori giovani dei vari artisti. Il direttore artistico del Napoli Teatro Festival, Ruggero Cappuccio, riporta lo spettacolo gratuito per il pubblico, regalandoci la musica con un unico grande artista filosofo qual è Battiato. “Un festival per tutti”, come il direttore lo ha definito, non poteva iniziare in un modo migliore, dimostrando anche la sensibilità si è avuta per le fasce deboli. Infatti in prossimità del palco c’erano 800 posti a sedere destinati ai volontari di 28 associazioni cittadine e ad alcuni loro assistiti, associazioni che lavorano nel mondo del disagio e si occupano delle donne vittime di violenza, dei carcerati di Nisida, dei senza fissa dimora (come la Caritas e la Comunità di Sant’Egidio), l’associazione Avog di Scampia, la Dedalus (che si occupa di emigrazione) e la Paranza della Sanità, che si occupa di recupero di minori a rischio. Battiato ha salutato calorosamente la città e tali associazioni.

Il cantanteha ripercorso tutti i classici della sua produzione mentre sullo sfondo venivano proiettate delle magnifiche video installazioni di Antonio Biasucci.

E un’artista come Battiato non poteva non inserire la cultura nel suo spettacolo “Luci del Sud” attraverso letture che si intervallavano fra le canzoni. Imma Villa ha letto “Canti lungo la fuga” di IngeborgBachman, Mimmo Borrelli ha letto brani di “La Scienza Nuova” di Giambattista Vico, celebrando la sapienza poetica, Fabrizio Gifuni ha letto “Addio al Mezzogiorno” di Auden.

Ad accompagnare il maestro sul palco c’era la ESO – Ensemble Symphony Orchestra.

Ma anche il cuore diventa protagonista dello spettacolo di Battiato. Infatti, se la tecnologia sembra allontanare le persone rendendo sempre di più freddi i rapporti fra la gente, Battiato compie il miracolo di avvicinare gli uomini attraverso internet. Infatti appena si sono sentite le prime note della omonima canzone “La cura” moltissimi hanno iniziato ad accedere dal proprio telefonino all’applicazione di whatsapp inviando messaggi vocali ai propri cari dicendo: “ascolta questa canzone: te la dedico” e il classico video ha ceduto il posto alla registrazione vocale inviata come dedica fatta con tutto il cuore, emozionandosi sino alle lacrime.

Tutto questo è Battiato, tutto questo è solo l’inizio del Napoli Teatro Festival.

di Enrico Morabito