Il testo teatrale Casa di Bambola, per il Napoli Fringe Festival, è liberamente tratto dall’opera di Henrik Ibsen. Uno spettacolo di Sandro Mabellini con Valentina Cardinali, Cecilia Elda Campani, Fabrizio Martorelli e Marco Bellocchio.

Casa di Bambola – Ricatti, bugie, formalità e convenzioni sociali sembrano essere i temi portanti della tragedia. Ma c’è ben altro. L’avvocato Torvald Helmer sta per essere nominato direttore della banca dove lavora; può così mettere fine ai problemi economici ai quali aveva dovuto far fronte per pagare le cure della grave malattia che lo aveva colpito. Sua moglie Nora, donna calma che è sempre stata trattata come una bambola, gli fa credere che i soldi della cura provengono dal padre di lei. Ma è una bugia. La donna si è rivolta a un usuraio, Krogstad, che minaccia di rivelare tutto al marito, se non viene riassunto in banca. Tutto sembra procedere serenamente, il nido familiare sembra perfetto fin quando Nora dichiara: “Io non ero felice, ero solo allegra”. Alla fine la donna prende coscienza del ruolo all’interno della famiglia. Non ricopre mai il ruolo di moglie ma sempre e solo di passatempo divertente e di oggetto del desiderio del marito.

È una pungente critica sui tradizionali ruoli dell’uomo e della donna nell’ambito matrimoniale. La bambola è la stessa Nora: sposa allegra, ingenua e capricciosa ma soprattutto testarda: “Dimostrami che puoi assecondare ogni mio capriccio”. Casa di bambola è completamente ambientato in un’unica stanza nera. La scenografia è scialba e consta soltanto di due sedie poste al centro della scena. Due dei quattro attori, seduti tra gli spettatori, danno vita ai personaggi e accompagnano il pubblico in un crescendo di sensazioni e riflessioni.

La realtà in cui vivono i coniugi Helmer non è fatta solo di apparenze e perfezione ma è complessa nelle sue molteplici sfaccettature.

 

Naike Del Grosso