DI RUGGERO CAPPUCCIO

DIRETTO E INTERPRETATO DA SONIA BERGAMASCO
MUSICHE MARCO BETTA
ELABORAZIONI SONORE IVO PARLATI
SUONO MARCO D’AMBROSIO
CONSULENZA AL SUONO G.U.P ALCARO
SCENA PAOLO IAMMARRONE E VINCENZO FIORILLO
COSTUME CARLO POGGIOLI
LUCI CESARE ACCETTA
OPERATORE LUCI FRANCESCO ADINOLFI
AIUTO REGIA UMBERTO SALVATO
SARTA DANIELA GUIDA
DIRETTORE DI SCENA GIULIANO GARGIULO
MACCHINISTA ROSS CROCE
ELETTRICISTA SIMONE NAPPO
PRODUZIONE CAMPANIA TEATRO FESTIVAL – FONDAZIONE CAMPANIA DEI FESTIVAL E TEATRO DI ROMA – TEATRO NAZIONALE

TEATRO SANNAZARO
20 GIUGNO 2025, ORE 21:00
21 GIUGNO 2025, ORE 19:00
DURATA 1H

Debutta a giugno per il Festival di Napoli il nuovo spettacolo di Sonia Bergamasco, che dà voce e corpo a La principessa di Lampedusa di Ruggero Cappuccio.
L’autore restituisce il coraggio di una donna carismatica come Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, e la sua modernità. Madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa – autore de Il Gattopardo – donna risoluta e complessa, Beatrice si staglia fra le macerie di una Palermo ferita dai bombardamenti del maggio ‘43, e trova le parole per raccontare in prima persona le passioni , i fallimenti e le follie che muovono un’intera generazione, mentre il presente si sgretola e la guerra imperversa.
È una partitura di sentimenti interpretata da Sonia Bergamasco con la ricchezza espressiva di cui è dotata – un concerto di emozioni in cui esplode il vitalismo di un’anima sublime.
Il ritmo intenso e musicale della scrittura di scena di Ruggero Cappuccio invita a una danza sottile: la voce si sdoppia, si moltiplica, intona e scompone la trama di una vita attraverso alcune immagini salienti. La linea musicale che dialoga con il racconto è una trama essenziale della storia, un concerto di emozioni in cui esplode il vitalismo di un’anima sublime.


L’occasione di orchestrare una partitura per fantasmi attraverso un corpo solo e una sola voce, me la offre Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò: donna forte, indipendente, principessa in una famiglia complessa, ferita e geniale. Beatrice viene chiamata a parlare in prima persona da Ruggero Cappuccio, con cui ho collaborato pochi anni fa per dare corpo ad un’altra figura di donna indimenticabile, la Cassandra del mito. Ruggero Cappuccio – che a Beatrice ha già dedicato il libro La principessa di Lampedusa – mi consegna ora la trama di un sogno, da mettere in scena come interprete e come regista. Una trama musicale, in cui la voce della protagonista, e le tante voci di chi lei ha amato, detestato, compreso e rifiutato si intrecciano e si inseguono, prendono corpo e spazio. Un teatro delle emozioni e del pensiero. La solitudine essenziale di una donna che, in un presente senza tempo, prende finalmente il suo tempo per raccontarsi e raccontare la storia.

Ho immaginato una scena luminosa e raccolta, in cui le tracce di una vita, le parole non dette, il desiderio di sentirsi ancora parte, e la certezza di esserne ormai definitivamente fuori, sono al centro del gioco.
Un’occasione per me imperdibile di mettere alla prova ancora una volta la forma monologo e per verificare quanto spazio ci sia per dare ospitalità sulla scena a presenze e visioni, forte di una lingua e di una storia che parla al presente.
Sonia Bergamasco

Dopo la morte, agli esseri umani vengono sottratte tutte le facoltà, tranne una: la possibilità di sognare. È Beatrice di Lampedusa a scoprirlo. La principessa, bella, coltissima, straordinaria pianista, disinvolta nell’uso di tre lingue straniere, si trova di fronte a un’abbagliante rivelazione: il suo trapasso è avvenuto, ma la coscienza è intatta. La sua vita terrena la assedia come un impetuoso flusso onirico. Suo figlio Giuseppe, autore del Gattopardo, le sue sorelle, suo marito, le cameriere, la giovane amica Eugenia: i fantasmi della sua esistenza tornano a materializzarsi intorno a lei con incarnazioni sensualissime, con disarmante comicità, con mille trame di vite corporee dense di eros, di segreti, di nostalgie. Beatrice considera il senso della sua vita e quello universale della vita in sé con lo sguardo di chi ha varcato la linea della morte. La forza della natura siciliana, la seduzione di oscure energie elleniche, gli dei, il sangue, le guerre e l’anelito alla bellezza, sono il campo magnetico in cui la Principessa, ancora attratta dal fascino dei corpi, apre un duello per raggiungere la liberazione.
Ruggero Cappuccio