LIBERAMENTE TRATTO DA “L’IDIOTA” DI FËDOR M. DOSTOEVSKIJ
DI E CON VALERIO PIETROVITA
DISEGNO LUCI E FOTO DI SCENA DAVIDE SCOGNAMIGLIO
DATORE LUCI SEBASTIANO CAUTIERO
MUSICHE E SUONI SIMONE OTTAVIANO, CARLA PASTORE E LA VOCE DI LAURA POPESCU
ELEMENTI DI SCENA GIUDITTA PAPALE
COLLABORAZIONE AL COSTUME DANIELA MONTELLA, YESEY CAPPELLI
PRODUZIONE TEATRO STABILE D’INNOVAZIONE GALLERIA TOLEDO, ARCHÈTIPO | TEATRO COMUNALE DI ANTELLA
IN COLLABORAZIONE CON LE BELLE BANDIERE
CON IL SOSTEGNO DI CENTRO TEATRALE UMBRO, MANOVALANZA

TEATRO TEDÉR  – TEATRO DEL RIMEDIO
18 GIUGNO 2025, ORE 22:00
DURATA 1H E 10 MINUTI

Prima o poi tutti dobbiamo fare i conti con il fantasma della morte. Ma cosa resta a chi ha potuto solo assistere al suo passaggio? La memoria? La sensazione di vuoto e di stupidità? Le domande si moltiplicano, si intrecciano. La riflessione finisce per coinvolgere il teatro: perché andare in scena oggi? Ha senso farlo nelle condizioni economiche del nostro paese? È ancora un lavoro? Quante domande! Forse il modo migliore per affrontarle è proprio attraverso la cornice del palcoscenico. Il collegamento con L’idiota, romanzo che amo molto, è stato naturale. Il principe Myskin è l’idiota immaginato da Dostoevskij, un uomo ancora fanciullo catapultato in un mondo troppo adulto. La frase più celebre del romanzo è “la bellezza salverà il mondo”, ciò che tenta di fare senza successo il suo protagonista. Dostoevskij scrive nelle sue lettere che l’idea del principe nasce dalla volontà di dare vita a un alter ego del Cristo, un uomo del tutto buono. Il romanziere ha l’intuizione di gettare questa figura nel proprio presente oscuro, fatto di delitti, funzionari corrotti, giovani nichilisti. Eppure nel romanzo c’è sempre un risvolto comico, tutto è filtrato da una lente quasi farsesca. I toni sono quelli di in un giallo o di una fiaba, ma in questo caso il principe non è azzurro, ma povero, malato, goffo, a tratti grottesco, una sorta di Chaplin o Keaton ante litteram. L’idiota allora è Myskin, ma anche l’attore che fa la recita del principe, che mette in scena lo spettacolo, ne incarna le vicende e allo stesso tempo può squarciare la tela del romanzo per far apparire il presente in cui ci troviamo. La conclusione invece è tragica: la donna che il principe ama viene uccisa anche a causa sua e lui impazzisce. Sembra quasi che Dostoevskij voglia dirci che la bellezza è troppo fragile per fronteggiare il fantasma della morte. Eppure chi, se non un idiota, può essere tanto coraggioso da arrischiarsi nell’impresa? In controluce potrebbe allora trasparire anche l’attuale situazione di noi teatranti, una categoria la cui condizione lavorativa ed economica in Italia non può che far riflettere o lasciare esterrefatti, magari un poco divertiti e far sussurrare a mezza voce, sotto i baffi: «idioti».

Il ricavato degli spettacoli della Sezione Osservatorio del Campania Teatro Festival 2025 verrà destinato all’Associazione Gazzella ODV, attiva nell’assistenza, cura e riabilitazione dei bambini palestinesi feriti da armi da guerra nella Striscia di Gaza e nei territori palestinesi occupati.
In particolare, dall’ottobre del 2023 Gazzella onlus si occupa di fornire in emergenza pacchi di viveri, acqua potabile, pasti caldi e pane alla popolazione palestinesi. Per maggiori informazioni qui
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