Una serata per sole donne (cis, trans, non-binary)
REGIA SILVIA GALLERANO
DI E CON GIULIA ALEANDRI, ELVIRA BERARDUCCI, SMERALDA CAPIZZI, BENEDETTA CASSIO, LIVIA DE LUCA, CHANTAL GORI, GIULIA PIETROZZINI, SILVIA GALLERANO
CON IL CONTRIBUTO DI SERENA DIBIASE E LA VOCE DI GRETA MARZANO
ALLESTIMENTO LUCI CAMILA CHIOZZA
CONSULENZA COSTUMI EMANUELA DALL’AGLIO
CURA DEL PROGETTO NICOLETTA SCRIVO
UNA PRODUZIONE TEATRO DI DIONISO
DIREZIONE ARTISTICA MICHELA CESCON
IN COLLABORAZIONE CON PAV NELL’AMBITO DI FABULAMUNDI PLAYWRITING EUROPE
DIREZIONE CLAUDIA DI GIACOMO E ROBERTA SCAGLIONE E FRIDA KAHLO PRODUCTION,
CON IL CONTRIBUTO DEL MIC – MINISTERO DELLA CULTURA, REGIONE LAZIO E ROMA CAPITALE
IN COLLABORAZIONE CON SIAE
SI RINGRAZIANO PER IL SUPPORTO E L’OSPITALITÀ ATCL PER SPAZIO ROSSELLINI, LOTTOUNICO, FORTEZZA EST E FIVIZZANO27
Consigliato a partire dai 14 anni
Sono presenti scene di nudo
TEATRO SANNAZARO
22 GIUGNO 2025, ORE 21:00
DURATA 1H E 50 MINUTI
Solo corpi femminili: è questo l’esperimento.
Si tratta di una chiamata. Risponde chi se la sente. Non è per tutti. È per chi ha voglia di incontrarci. Non ci mostriamo come animali di uno zoo. Accogliamo chi è interessata a rispecchiarsi. Ci sono parole. Tante. Che coprono, che proteggono i corpi. E poi ci sono i corpi. Così come li guardiamo allo specchio quando ci svegliamo. Prima di camuffarli per camminare in mezzo agli altri. Sai quando si dice: immagina una persona che ti fa paura mentre è nuda. Per smontarla. Per vedere che è composta dagli stessi pezzi che compongono te. Ecco, noi ci spogliamo proprio. I nostri pezzi li mostriamo tutti. E come i nostri corpi mostrati a pezzi, così si presenta il lavoro. Una composizione di quadri, fatti di immagini e parole. Una successione di tappe, per arrivare ad assemblare i giusti pezzi, per trovargli collocazione. Per trovargli visione.
Quello che mi è chiaro è che Svelarsi non è uno spettacolo e basta. Potremmo definirlo una miccia: un evento che accende delle curiosità, delle domande, una visione che interroga. Potremmo definirlo un pretesto: una scusa per trovarsi in una platea separata e osservare l’effetto che ci fa. A me piace chiamarlo esperienza o un’osservazione, perché è ancora aperta dentro di me la domanda di quale sia il risultato finale di questo percorso. Credo che possa essere scritto solo con le persone che vi assistono. Che lo spettacolo, se vogliamo chiamarlo così, sia la risultante dell’incontro sempre diverso tra chi è sul palco e chi è in platea; che quello che desideriamo non sia la realizzazione di un oggetto artistico chiuso e definito bensì indagare quella zona fluttuante nella quale i corpi che sono sul palco incontrano quelli che sono seduti in platea.
Perché Svelarsi è uno spettacolo evento per sole donne (cis, trans e non binary).
Lo sguardo maschile rimane fuori dalla sala per un po’, ci aspetta. Non è un desiderio di esclusione degli uomini, ma di un tipo di sguardo predatore, giudicante, sminuente. È uno sguardo che abbiamo tutte e tutti in diversa misura, è il frutto della nostra società fondata sulla supremazia maschile, secondo la quale chi non è maschio è meno: meno autorevole, meno importante, meno interessante. E come fare a levarselo di dosso? Noi abbiamo immaginato questo esperimento: creare un tempo e uno spazio in cui dei corpi femminili si trovano in una condizione anomala, non quotidiana. Per farlo ci concentriamo sui nostri corpi e sulle storie che si portano dentro.
Le donne che hanno assistito al nostro lavoro ci hanno detto tutte la stessa cosa: che era una novità e un piacere il fatto di essere solo tra donne. Che questo permetteva una partecipazione al lavoro senza filtri, senza preoccupazione per il giudizio altrui, più spontanea. È qualcosa di cui non si parla molto, perché svela una debolezza, ma molte donne sono attanagliate dal giudizio maschile: giudizio sul proprio corpo innanzi tutto. Eliminare questa condizione quotidiana fa emergere quanto questo giudizio conti, quanto lo abbiamo introiettato dentro di noi, quanto ci limita e condiziona nella vita di tutti i giorni.
Queste due ore non sono una risposta o una soluzione all’invadenza di questo tipo di sguardo: l’esperienza che proponiamo solleva una questione, pone delle domande, evidenzia dei dati. Tornate nel mondo, dopo questa piccola pausa, siamo più consapevoli di quello che viviamo, e possiamo decidere che cosa fare di quello che abbiamo scoperto, intravisto, sentito. Svelarsi è nato così, pensato per sole donne, per aprire un luogo che ci mancava, uno spazio un po’ clandestino in cui entrare lasciando a casa i ruoli, le posture, le bugie che interpretiamo ogni giorno. Perché viviamo ancora in una società patriarcale e trovarsi tra noi e ricordarsi che non siamo sole rimette la prospettiva di sé a posto. Perché ogni tanto bisogna osare esperimenti, anche scomodi, per scardinare i nostri stessi punti di vista. Perché così è e basta: è una scelta artistica e politica.


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