DI EMANUELE ALDROVANDI
CON AURORA PERES, MARCO QUAGLIA
REGIA SILVIO PERONI
UNA PRODUZIONE KHORATEATRO, ACCADEMIA PERDUTA/ROMAGNA TEATRI

CAPODIMONTE – PRATERIE DEL GIGANTE
20 GIUGNO ORE 21.00
DURATA 1H+15MIN
DEBUTTO ASSOLUTO

Una coppia apparentemente felice. Lui fa un piccolo regalo inaspettato a lei: due biglietti aerei per un breve viaggio. Lei è contenta per la sorpresa, ma si accorge che nella scelta dei biglietti lui ha commesso un errore, piccolo, ma che contiene in sé la matrice di tutti i suoi errori. Glielo fa notare, lui minimizza, lei si arrabbia per la sua tendenza a minimizzare i propri difetti e lo attacca sempre più in profondità, mettendo in crisi l’immagine che ha di sé stesso e spingendolo a una reaziona specularmente vendicativa: distruggere l’immagine che lei ha di sé stessa. Da qui in poi si scivola in uno scontro dialettico che degenera in una guerra aperta nella quale, in gioco, non c’è soltanto un amore che entrambi credevano solido, ma la percezione stessa della propria identità. 
La percezione della nostra identità è il risultato di una battaglia che combattiamo ogni giorno, col mondo, con noi stessi e più di tutto con le persone che ci amano. Quello che vogliamo, anche se spesso non riusciamo ad ammetterlo, è che ci vedano come noi desideriamo essere visti, che ci restituiscano l’immagine di noi che vogliamo.

NOTE DI REGIA

Le grandi tematiche espresse nel tempo dai classici possono essere riviste e riscritte dagli autori contemporanei senza sminuire la loro forza archetipica: le storie d’amore, di vendetta, di crescita possono cambiare nel tempo la loro forma, ma non i contenuti sostanziali. Parlare di teatro contemporaneo – o sarebbe meglio dire vivente – significa avvicinare lo spettatore all’evento teatrale per farlo identificare alla narrazione drammaturgica con un linguaggio e delle situazioni vicine alla propria realtà. Ogni grande autore, che oggi consideriamo classico, ha scritto la sua opera per essere rappresentata nella propria epoca e nel proprio contesto sociale. Parlando di teatro contemporaneo non si vuole di certo creare un’opposizione o una gerarchia con il teatro classico, anzi il nostro lavoro è quello di riuscire a stabilire un contatto attivo con la materia teatrale e con lo spettatore. Partendo da queste premesse si è deciso di concentrare il lavoro registico sugli attori, sulla capacità di raccontare e sulle relazioni che si stabiliscono tra autore, attore e spettatore, un triangolo comunicativo che pone l’accento alle domande che pone il testo e sulle immagini emotive che le parole ricreano. Un nucleo tematico che rischia di perdere valore – e la sua centralità – quando l’attenzione viene focalizzata sulla spettacolarizzazione della rappresentazione teatrale, con il rischio progressivo di perdere l’attitudine alla riflessione da parte dello spettatore.

Silvio Peroni